Manca l’acqua in Italia: chi deve iniziare a fare scorte

Allarme siccità in alcune zone del nostro Paese. Le temperature elevate e l’assenza di piogge stanno mettendo in crisi interi territori.

Mezza Italia è a secco. L’emergenza idrica dovuta alla siccità sta mettendo in ginocchio gran parte del nostro Paese. Le conseguenze dell’assenza di precipitazioni stanno causando notevoli disagi all’agricoltura di diverse Regioni. Molti governatori hanno predisposto un piano di razionalizzazione dell’acqua per i loro concittadini. L’obiettivo è quello di evitare sprechi d’acqua in un periodo particolarmente complicato come quello attuale. Le temperature elevate di questi giorni non aiutano certamente ad attenuare la siccità che ha praticamente prosciugato grandi corsi d’acqua dell’Italia che ora assomigliano a dei veri e propri sentieri sterrati.

La lotta alla siccità ed alla desertificazione nel mondo sta facendo registrare dati allarmanti. Sono circa 200 i Paesi al mondo colpiti in qualche misura da questo fenomeno, per 1 miliardo di abitanti. Tra gli stati più colpiti ci sono Cina, India, Pakistan e diverse Nazioni di Africa, America Latina, Medio-Oriente. Ma anche Stati dell’Europa mediterranea, come Portogallo, Spagna, Grecia, Cipro, Malta e Italia.

Negli ultimi anni, l’Europa meridionale è diventata fino al 20% più secca. Negli ultimi 25 anni il nostro paese è stato colpito da 4 grandi siccità (nel 1997, 2002, 2012, 2017), con danni per oltre 5 miliardi di dollari.

Quali regioni d’Italia a rischio siccità?

I cambiamenti climatici stanno mettendo in ginocchio la zona della Pianura Padana. Mai negli ultimi 70 anni c’era stata una crisi idrica di tale portata. Le zone più colpite sono Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. In queste Regioni è già in vigore la razionalizzazione dell’acqua in vari giorni della settimana. In alcuni comuni sono in vigore anche le autobotti per evitare sprechi eccessivi in un periodo complicato.

Le cause della siccità, oltre alla scarsità delle piogge e della neve sulle Alpi, sono da ricercarsi anche nelle temperature più alte, anche di quattro gradi, rispetto alla media stagionale.

La situazione drammatica è quella del Po, il fiume più lungo d’Italia. Il corso d’acqua si sta prosciugando a causa di una siccità sempre più grave lungo i 652 chilometri che lo rendono il fiume più importante del nostro Paese. Il Po è così in secca che l’Adriatico ormai lo sovrasta e penetra nel delta risalendo lungo l’alveo. Ha già guadagnato 17 chilometri, lungo tutti i rami del fiume. Una notizia che non tranquillizza per niente i cittadini di tutta l’area della Pianura Padana.