1500 euro al mese non bastano. Così in Italia in lavoro viene rifiutato

Continuano i problemi con la ricerca di personale. Nonostante le offerte di lavoro non manchino gli imprenditori continuano a non trovare lavoratori. Le ultime lamentele arrivano da Torino.

Il dramma colpisce l’imprenditore edile Stefano Vanzini, di Torino. Con un fatturato di 1,5 milioni di euro all’anno e un’impresa che occupa 10 lavoratori, Vanzini non riesce a trovare altra manodopera specializzata per i suoi cantieri.

La ricerca dell’imprenditore continua da mesi, e il problema è la mancanza di lavoratori specializzati. In Italia non ce ne sono abbastanza per poter coprire la domanda delle imprese edili, che sono costrette a rubarsi a vicenda i lavoratori migliori concedendo migliori condizioni di lavoro. Dal punto di vista delle nuove leve, Vanzini racconta che le ricerche continuano da molto tempo, ma non si riesce a trovare nulla. Sia che si rivolgano agli uffici di collocamento, che alle agenzie interinali, annunci su giornali o online, il risultato è sempre lo stesso.

Non sembra esserci interesse nei lavori specialistici nel settore edilizio, e anche le scuole specializzare non sfornano più lavoratori competenti. Si ricercano muratori, capi cantiere e manovali, preferibilmente con qualche anno di esperienza, ma non arrivano risposte alle offerte. L’imprenditore ha raccontanto che, in mancanza di risposte da lavoratori con esperienza, si è rivolto al mondo giovanile, ma i giovani non sembrano propensi a lavorare nell’ediliza. Le richieste di alcuni che si sono presentati ai colloqui sono state eccessive per l’imprenditore. Alcuni giovani hanno sostenuto che non avrebbero accettato il lavoro per meno di 1.500 euro al mese, cifra che per un neofita a cui occorre insegnare tutto il mestiere è stata considerata esagerata.

Continua quindi il problema della ricerca di personale da parte degli imprenditori. Il caso di Torino è solo l’ultimo di una lunga lista di casi di imprenditori che si sono ritrovati a dover cercare per mesi nuovi lavoratori senza riuscire a cavare un ragno dal buco. Molti altri imprenditori italiani, in particolare ristoratori e abergatori in piena stagione turistica, lamentano la mancanza di personale e le assurde richieste in termini di orario e stipendio di chi si presenta ai colloqui. Per molti la colpa di questo trend è da attribuire al reddito di cittadinanza, che da a molti disoccupati la scusa di adagiarsi sugli allori e inibisce la voglia di lavorare degli italiani.