Bonus 200 euro, a chi verranno negati i soldi per un cavillo

Ecco chi saranno quei cittadini che potrebbero perdere il bonus di 200 euro per colpa di un semplice cavillo burocratico

Il mese di luglio sarà decisivo per la maggior parte dei cittadini italiani per la ricezione del famigerato bonus di 200 euro. Sarà proprio il prossimo mese, infatti, quello in cui verrà erogato l’importo per la maggior parte delle categorie lavorative. Tuttavia, potranno esserci delle eccezioni anche importanti.

(Pixnio)

La misura, seppur molto apprezzata dai cittadini in questo periodo particolarmente difficile a causa dell’inflazione e del preoccupante aumento dei prezzi, potrebbe avere dei risvolti negativi per alcune persone. Ecco, infatti, chi saranno quei cittadini che potrebbero perdere il bonus di 200 euro per colpa di un semplice cavillo burocratico.

Perdere il bonus di 200 euro per colpa di un cavillo: ecco chi

Se il bonus di 200 euro è pronto ad arrivare nelle buste paga di molti cittadini, potrebbe esserci una brutta sorpresa per alcuni cittadini e categorie di lavoratori. In particolare, sono a rischio i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

L’allarme è stato lanciato da IlSole24Ore che, a seguito di approfondimenti, ha rilevato alcune incongruenze nella misura. In particolare, il quotidiano di proprietà di Confindustria ha citato come esempio il caso di un lavoratore dipendente che, durante i primi 3 mesi dell’anno, non ha superato la paga mensile di 2.692 euro.

In questo caso, secondo la normativa stabilita dal decreto che ha istituito il bonus di 200 euro, il lavoratore sarebbe in diritto di ricevere il bonus di 200 euro. Questo in quanto avrebbe il riconoscimento aziendale della riduzione contributiva dello 0,8%.

(Ansa/Stringer)

Tuttavia, continua IlSole24Ore, nel caso in cui ci dovesse essere un contratto in scadenza e una nuova assunzione prevista dal 1° luglio si renderebbe necessaria l’integrazione della dichiarazione del lavoratore con quella secondo cui ha usufruito dello 0,8% durante uno dei mesi del primo quadrimestre dell’anno. In questo caso, però, il lavoratore dovrebbe mostrare le sue buste paga al nuovo dipendente, con una netta violazione della privacy.

Inoltre, potrebbero rischiare di perdere i 200 euro anche i lavoratori che andranno in pensione dal 30 giugno 2022. Nelle normative, infatti, è fissata al 30 giugno la decorrenza per i trattamenti pensionistici, dunque chi smette di lavorare in questa data si ritroverà (il giorno successivo) senza un datore di lavoro che gli paghi il bonus in busta paga.

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