Siccità, il Governo ora vuole il razionamento dell’acqua anche di giorno

Lo stato di emergenza a livello idrico, scaturito dalla preoccupante siccità contro cui sta combattendo tutta l’Italia in questi giorni, potrebbe portare ad una serie di decisioni a dir poco drastiche, come quella del razionamento dell’acqua anche di giorno. Cosa accadrà?

Razionamenti di acqua in arrivo anche di giorno? Il piano del governo sembra essere piuttosto chiaro, nel momento in cui con l’avvicinarsi del momento in cui, per via dello stato di emergenza legato alla siccità si stanno imponendo scelte dure e rigorose, potrebbe portare a una riduzione dell’uso dell’acqua durante le ore diurne.

acqua siccità / Fonte: Pexels

In alcune zone del Paese in questi giorni non è escluso il razionamento dell’acqua anche nelle ore diurne: lo ha detto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, secondo il quale alcuni provvedimenti, anche se drastici, potrebbero essere presi a breve in tal senso.

Pertanto, l’acqua nei Comuni italiani rischia di essere chiusa anche di giorno. Il caldo è in aumento, e la siccità e la crisi idrica vanno a braccetto e la situazione in alcune aree è tanto preoccupata da non fare escludere a nessuno il razionamento dell’acqua anche nelle ore diurne.

Siccità, la situazione in Italia, cosa potrebbe accadere

acqua siccità / Fonte: Pexels

La Protezione civile, tramite Fabrizio Curcio. Ha chiarito che la chiusura temporanea dei rubinetti anche nelle ore diurne passerà comunque prima dalla comprensione di quelli che sono i segnali delle prossime settimane in relazione alla siccità e alla situazione legata alle precipitazioni.

Circa il 40-50% di acqua piovuta in meno quest’anno rispetto alle medie degli ultimi anni e il 70% di neve in meno: sono numeri evidenti che fotografano una crisi palese, con fiumi come il Po all’80% in meno e un rischio generale si penuria della risorsa idrica.

A questo si sommano gli incendi quest’anno più del doppio dell’anno scorso e 6 volte di più del 2020. Un quadro, dunque, decisamente fosco. E le strade alternative latitano.

Siccità, cosa fare nel breve periodo e non solo

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Il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, tra le altre cose ha ribadito quanto dicono diversi esperti, vale a dire che “non sarà la decretazione di emergenza a risolvere il problema”.

Le misure che governo e Regioni attueranno vanno affrontate, sostiene il ministro, con un tavolo di coordinamento. La legge già descrive in ogni caso le priorità: prima gli usi civili, poi l’abbeveraggio degli animali, poi l’agricoltura e dopo l’industria.

Alcuni indicano la soluzione dell’aumentare la capacità di captazione con un piano invasi di piccole dimensioni che permetta la produzione di energia. Da un ventennio però nel Paese non si fa molto a tutela della risorsa idrica, stando agli esperti: e lo stesso Curcio avverte che quando poi avremo anche dei momenti in cui l’acqua arriverà, sarà pesante il bilancio dei disastri. “Prepariamoci perché quando arriverà l’acqua, arriverà tutta insieme”.