Pensione decurtata, così i giudici salvano i tuoi risparmi

I giudici confermano che non ci potranno essere ulteriori decurtazioni alle pensioni. Si tratta di molti tipi di pensioni, dalla penisone di vecchiaia alla pensione di reversibilità. Basta alle decurtazioni totale.

Da oggi non sarà più possibile tagliare del tutto le pensioni di reversabilità. La decisione è sata presa dalla Corte Costituzionale, che ha stabilito in seguito a una consulta, che non ci potranno essere decurtazioni totali alla pensione di reversibilità.

In particolare, la pensione di reversibilità non può essere decurtata in caso di cumulo con ulteriori redditi del beneficiario, di un importo che superi l’ammontare complessivo dei redditi aggiuntivi. Quindi, in pratica, non è possibile decurtare completamente la pensione di reversibilità. La pronuncia è arrivata in seguito al caso di una titolare di pensione di reversibilità che, per due annualità, aveva beneficiato di propri redditi aggiuntivi e si era vista decurtare il trattamento pensionistico di una somma superiore a quella dell’importo di questi redditi.

I giudici hanno ritenuto questo episodio un’irragionevolezza, in contrasto con tutto quello che l’istituto della pensione di reversabilità dovrebbe rappresentare. Questa infatti ha la finalità solidaristica di valorizzare il legame familiare che univa, in vita, il titolare della pensione con chi, alla sua morte, ha beneficiato del trattamento di reversibilità. A seguito di questa delibera, la Corte Costituzionale ha deciso di porre un limite a quanto può essere decurtata la pensione di reversibilità in caso di altri redditi concorrenti per il beneficiario. Quindi, in presenza di altri redditi concorrenti oltre la pensione di reversibilità, questa può essere decurtata solo fino a concorrenza dei redditi stessi.

Ricordiamo, inoltre, che la pensione di reversibilità ha già subito un cambiamento proprio nel 2022. Nel caso caso di divorzio, non sempre la pensione di reversibilità è garantita. Per averne diritto l’ex coniuge deve non essere convolato a nuove nozze ed essere titolare di un assegno di mantenimento periodico corrisposto dal defunto.
Se con la sentenza di divorzio si stabilisce che la signora in questione ha diritto ad un assegno di mantenimento, allora questa avrà diritto alla pensione di reversibilità. E’ necessario che l’assegno di mantenimento sia periodico, ovvero versato a cadenze regolari e non liquidato una tantum.