Pensioni, via dal lavoro 4 anni prima: come può accadere

Una misura che potrebbe permettere ai lavoratori di raggiungere la pensione con 4 anni di anticipo rispetto alla norma. Non solo questo: la stessa misura permette anche di ridurre gli orari degli ultimi anni di lavoro.

Dover aspettare il compimento dei 67 anni per andare in pensione può essere frustrante per molti. In realtà, però, è possibile sfruttare una misura di recupero dei contributi dei periodi in cui non si è lavorato per poter andare in pensione prima. Non si tratta di ricavare anni contributivi dal nulla, ma di riscattare quelli spesi nei percorsi di laurea.

A 60 anni, quindi, si può già cominciare a contare i giorni che mancano alla pensione. Ci sono alcune tipologie di lavoratori che possono recuperare contributi non versati per coprire periodi scoperti da contribuzione, grazie all’istituto della pace contributiva. Bisogna essere iscritti, infatti alle gestioni Inps dipendenti, sia pubblici che privati, Gestione Separata, Gestione Artigiani-Commercianti che non hanno maturato anzianità contributiva prima del 31 dicembre 1995. Sono esclusi liberi professionisti iscritti a Casse private.

Con il meccanismo della pace contributiva il lavoratore interessato può riscattare fino a 5 anni di contributi, scaricando il costo delle tasse e contribuendo, allo stesso tempo, ad aumentare il montante contributivo per calcolare il valore della pensione finale. Vediamo nel dettaglio le leggi in vigore relative alla pace contributiva per il riscatto dei contributi. Innanzitutto, i periodi da recuperare devono essere compresi tra il primo e l’ultimo anno di versamenti contributivi già effettuati e avvenuti tra il primo gennaio 1996 e il 29 gennaio 2019. Poi, i contributi che si possono recuperare con la pace contributiva sono quelli relativi a periodi scoperti e per un massimo di 5 anni. Attualmente, è prevista la detraibilità dell’importo versato al 50%. I periodi da riscattare sono obbligatoriamente soggetti al metodo di calcolo contributivo.

Il lavoratore può richiedere la pace contributiva per i seguenti periodi: anni di studio di laurea, specializzazione, dottorati di ricerca; anni di lavoro all’estero; servizio civile universale; formazione professionale; periodi di aspettativa non retribuita per assistenza e cura dei disabili, fino a un massimo di 5 anni. oppure per congedo familiare per gravi motivi, fino a un massimo due anni; congedo parentale al di fuori del rapporto di lavoro, fino a un massimo di 5 anni; sospensione o interruzione del rapporto lavorativo, fino a un massimo di 3 anni; periodi di intervalli tra lavori saltuari e discontinui (come quelli stagionali o temporanei) o tra un part-time e l’altro.