Biden vuole vedere Putin in ginocchio. Ma è l’Economia Usa che sta per crollare

Che cosa sta, realmente, accadendo nel mondo e, stringendo, nel tradizionale rapporto tra due forze come Usa e Russia che, in questi mesi, sono ancor più che mai architrave degli equilibri geopolitici, economici e sociali a livello internazionale?

Biden e gli Usa hanno un solo target: far crollare Putin, con i suoi sogni imperialisti diretti all’Ucraina e, chissà, non solo. Ma al momento, il crollo più imminente, stando ai numeri, parrebbe quello dell’economia americana. Quali sono i veri scenari e le prospettive planetarie?

 borse mondiali
borse mondiali / Fonte: Missionerisparmio.it

E’ dal 1872, anno di inizio delle rivelazioni, che l’indice di riferimento di Wall Street, e le altre borse Usa non stanno andando così male in termini reali. E l’opinione di Michael Hartnett, Chief Investment Strategist alla divisione “Securities” di Bank of America, il quale ha parlato dei rischi sistemici che sta per correre l’economia americana a causa dell’evidente congiuntura dei mercati.

In particolare, nel primo semestre del 2022 pare si sia alle soglie del record del mercato al record del 1970, periodo in cui il crollo fu del 21%. Il Nasdaq Composite è calato del 29,5%, il peggior calo di sempre. Ma sono tutti i dati che allarmano, a dire il vero.

I dati sull’economia americana

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Il Dow Jones Industrial Average è ad esempio ridotto del 15,3%, il peggiore risultato dal 1962. Ma scrutando i dati reali, aggiornati dunque a parità di potere d’acquisto, il dato sul “rosso” borsistico nel primo semestre, è visto come il peggiore dai tempi della presidenza di Ulysses S. Grant.

A causa dell’inflazione interna negli Usa, la posizione del dollaro sul mercato globale e della Borsa si presentano come una situazione non troppo nota per Washington, e il risultato degli ultimi dodici mesi) parla di un depauperamento del potenziale finanziario del 50% che, come accennato, non ha avuto precedenti dal 1872 a oggi.

Il “panico del 1873” con il crollo della bolla delle ferrovie, il “panico del 1907″ che indicò la crisi del sistema dominato dai robber barons del capitalismo Usa, la crisi petrolifera del 1973, il caos finanziario degli anni duemila post-11 settembre a inizio millennio e anche la Grande Recessione generarono crolli tra il 20 e il 40%; solo la Grande Guerra e la Grande Depressione avevano scollinato quota 40% di crollo, ma la fase di bear market dell’economia Usa odierna appare più grave.

Le prospettive per l’economia Usa e mondiale

borse europee in calo
borse europee / Fonte: missionerisparmio.it

Siamo nel periodo della stagnazione più evidente, del grande caos internazionale, della crisi del modello della crescita senza freni, troppo spesso condizionata dalla fame finanziaria oggi trasformata in un ripiegamento in posizioni di difesa per non farsi travolgere dallo schianto dei mercati.

Il crollo delle borse è fisiologico ma ad oggi il calo lascia indicare che possa ripetersi lo scenario di cento cinquant’anni fa, quando lo sgonfiamento delle borse fece scaturire un crollo economico, la prima “Grande Depressione”, che durò dal 1873 al 1879.

Con 65 mesi di durata di fila è ancora oggi vista come la contrazione più lunga riconosciuta dal National Bureau of Economic Research nella storia americana, superando quella di 43 mesi della seconda Grande Depressione degli Anni Trenta.

Dunque questa seconda metà 2022 si preannuncia, in America, come la peggiore per i titoli di Stato dal 1865. I titoli di Stato sono crollati di valore del 15,4% nel primo semestre. Su base annuale il ritorno reale dei titoli di Stato Usa di nuova emissione, a fronte dell’inflazione crescente, è oggi a un record negativo: -30%, mai così male dalla Guerra Civile ad oggi.

Anche Washington teme di dover subire ciò che banche come Morgan Stanley e Nomura indicano come plausibile per Ue e Regno Unito nel 2023, vale a dire una spirale recessiva.