Case fredde e coprifuoco, così la guerra in Ucraina ci sta cambiando la vita

La guerra in Ucraina sta per avere gravi conseguenze a livello energetico anche in Italia: le misure per lo stato d’emergenza

La questione del gas e delle riserve di energia rimane sempre all’ordine del giorno. Considerando che la richiesta giornaliera ad oggi è di 155 milioni di metri cubi e la disponibilità è di 195 milioni. La situazione pertanto al momento non crea un’immediata preoccupazione per i tecnici. Serve però che tutto il gas non utilizzato venga destinato allo stoccaggio, almeno fino alla fine dell’anno visto che i siti sono pieni al 54%.

Da Mosca però arrivano segnali che fanno temere una nuova riduzione degli approvvigionamenti. Ci si aspettano pertanto misure atte ad abbassare i consumi domestici da parte del Ministero della Transizione ecologica, ma anche che il Governo opti per decretare lo stato di preallarme e in seguito di allarme.

Guerra, le conseguenze energetiche in Italia

L’Eni ha specificato che Gazprom ridotto di un terzo le forniture di gas all’Italia, passando dalla media di 32 milioni di metri cubi al giorno a 21 milioni. Il primo passo ora è quello di limitare i consumi per le industrie, attraverso il trasportatore Snam, come prevedono i contratti di fornitura. Con il piano di emergenza spetterebbe ad Eni emanare le misure per il risparmio delle materie energetiche.

In caso di emergenza però il Comitato avvertirebbe immediatamente il ministro Cingolani, che potrebbe emanare a sua volta un decreto sui cittadini in tutta autonomia. Il piano sarebbe in effetti già messo nero su bianco, nel quale si ipotizza di abbassare di due gradi la temperatura dei climatizzatori nelle case. Prevista anche la riduzione dell’orario d’accensione degli impianti di riscaldamento.

Nel piano città è poi richiesto di ridurre l’illuminazione pubblica del 40%, che porterebbe all’accensione della metà dei lampioni di notte. Gli uffici pubblici potrebbero poi chiudere in anticipo, verso le 17:30. Chiusura anticipata anche per i negozi e coprifuoco alle 23 per i locali. Ciò perché se la Russia procedesse allo stop totale delle forniture non basterebbe neanche il riempimento totale degli stoccaggi.