I bonus non basteranno: perchè dovremmo cominciare a fare scorte

La crisi energetica continua a pesare su tutto il mondo, ma restando in Italia la situazione è molto grave. Il connubio tra richiesta energetica, economia in ripartenza e siccità potrebbe portare a una crisi ancora più grave in futuro.

La crisi dell’energia che stiamo vivendo in questo periodo è solo uno dei tanti tasselli che costituiscono la situazione estremamente complessa che si sta andando ad affrontare. In Italia l’economia stava ripartendo dopo il brusco stop della pandemia e adesso l’industria e le attività commerciali richiedono una gran quantità di energia che non è disponibile come in passato. A questo si aggiunge l’emergenza della siccità, che danneggia l’economia.

Il Governo sta continuando a tamponare i buchi di una nave che sta pian piano imbarcando sempre più acqua. I bonus previsti dall’esecutivo Draghi per aiutare gli italiani a superare questo momento di crisi sono solo una soluzione momentanea a un problema estremamente più ampio e complesso che abbraccia una serie di eventi occorsi contemporaneamente.

La guarra in Ucraina ha mosso una serie di complicazioni economiche che stanno continuando a farsi sentire. A partire dalle problematiche legate all’energia, che la guerra ha reso molto più costosa a causa della diminuzione di importazioni dalla Russia, ora praticamente interrotte per ripicca del Cremlino contro le sanzioni dell’Europa nei confronti della Russia. Proprio queste sanzioni sono una seconda parte del problema. Per attaccare la Russia sul fronte economico l’Europa si è rivolta contro le proprie stesse armi, andando a creare un effetto domino che ha permesso all’inflazione di crescere esponenzialmente. In Italia è attualmente al 8%, con i salari dei lavoratori che continuano a perdere di potere d’acquisto.

Incorre poi il problema alimentare. L’innalzamento dell’inflazione va di pari passo con la crisi del grano, che gran parte d’Europa, Italia inclusa, comprava dall’Ucraina. Con il blocco dei porti da parte dell’occupante esercito russo, i carichi di grano non raggiungono i propri destinatari, andando ad accrescerne la domanda e a far alzare ancora di più il prezzo di quello che rimane. Accanto alla crisi del grano si mette anche la siccità. Nel nord Italia la situazione è molto problematica, visto che l’assenza totale di piogge in 4 mesi hanno portato il livello dell’acqua a calare drasticamente, con grossi danni all’agricoltura. La crisi continua ad aggiungere danni a danni e non sembra che la soluzione sia dietro l’angolo. Per il momento l’attenzione di tutti è rivolta verso l’Ucraina, visto che una risoluzione del conflitto sarebbe un passo molto importante verso la risoluzione di molti dei problemi economici ad esso legati.