Soldi spesi per le armi a Kiev: ora le famiglie italiane sono in un guaio senza precedenti

I continui rincari della benzina pesano sempre di più sulle spese degli italiani. Con l’arrivo delle vacanze estive si comincia a fare un bilancio delle spese e di come il Governo sta impiegando i soldi pubblici.

A lanciare l’allarme, come spesso in questi mesi, sul caro benzina è Codacons. L’associazione per i diritti dei consumatori mostra preoccupazione per l’impatto che il costo del carburante può avere sulla vita quotidiana degli italiani, in particolare in estate. La stagione estiva, con i ricongiungimenti familiari e le vacanze, è uno dei periodi in cui più spesso ci si sposta più lontano. Il caro benzina può portare a rivedere questa abitudine.

Secondo le indagini di Codacons, il costo dell’energia in Italia è aumentato talmente tanto che circa 1/10 del reddito medio degli italiani sarà perso in carburante e bollette. Questo lancia un’ombra molto scura sulla stagione estiva, visto che il caro carburanti potrebbe far desistere molte famiglie dall’andare in vacanza. Codacons prende ad esempio uno dei lunghi tratti più battutti dagli italiani durante la stagione estiva: il tratto autostradale Torino – Reggio Calabria. Per l’intero tratto, che conta 1.362 km, andata e ritorno, nell’estate 2022 bisogna tenere conto della spesa media di 330,8 euro di carburante se si utilizza un’auto a benzina.

Si tratta di un aggravio di 69 euro in più rispetto al 2021 e un rincaro di circa il 26%. Con un’auto a gasolio la spesa è inferiore, ma arriva comunque a 275,4 euro, con un rincaro anche superiore rispetto che alla benzina: circa il 35%, 71,9 euro in più rispetto al 2021. Entrambi i valori rispecchiano quelli degli aumenti del costo dei carburanti già riscontrati nelle precedenti analisi di Codacons. Attualmente il prezzo di disel e benzina alla pompa ri aggirano intorno ai 2 euro al litro, spesso superando tale cifra, ma senza il taglio delle accise operato dal Governo sarebbe a 2,4 euro al litro fisso.

Le cause di questi aumenti sono già state discusse molte volte. La combinazione tra i disagi portati dalla pandemia prima e dalla guerra in Ucraina poi hanno fatto sì che il prezzo dell’energia non smettesse di aumentare. Attualmente la maggiore causa degli aumenti del prezzo del carburante è la guerra in Ucraina. In particolare a pesare sono le sanzioni imposte dall’Europa verso la Russia, che incidono pesantemente anche sull’acquisto di petrolio e gas naturale. Ultimamente c’è anche il problema delle decisioni del Cremlino, che in risposta ha deciso di bloccare parte degli approvigionamenti di gas naturale verso i paesi europei.