Pensioni, che fine faranno i nati tra il 1965 ed il 1980

Un nuovo rapporto INPS presenta una accurata simulazione degli importi pensionistici di chi uscirà dal mondo del lavoro nei prossimi anni. Ecco quanto vi potrebbe spettare per la vostra pensione.

A dirlo è il presidente dell’INPS Pasquale Tridico, che nell’ultimo rapporto ha evidenziato il problema dei lavoratori poveri nel nostro paese. Con l’occupazione risalita ai livello dei 2019, stessa cosa non si può dire per i salari, che sono ancora indietro. In particolare sono indietro le ore di lavoro per ogni singolo lavoratore.

Questo aspetto, assieme a molti altri, si rifletterà sul calcolo dell’importo della pensione per i lavoratori appartenenti alla generazione X, ovvero i nati tra il 1965 e il 1980, ormai prossimi al pensionamento. Il calcolo è basato sugli anni di contributi versati e sullo stipendio medio ricevuto per il proprio lavoro nel corso della propria vita lavorativa. A questo, tuttavia, va aggiunto il contesto in cui ci troviamo. Il cosiddetto “lavoro povero” va ad intaccare esattamente ore lavorative e stipendio. Ci sono attualmente molti lavoratori (circa il 12%) che sono comunque sotto la soglia di povertà.

Questo perché, seppur con un lavoro, non lavorano abbastanza ore e vengono perciò pagati molto poco. A questo si aggiunge l’inflazione, attualmente fissa all’8%, che complica ancora di più il calcolo. Questa, tuttavia, comincerà ad influire sul rialzo delle pensioni solo a partire dal 2023, visto che il meccanismo di rivalutazione della pensione prevede che l’adeguamento avvenga l’anno successivo a quello in cui si è riscontrato l’aumento dell’inflazione. A prescindere da questo, il calcolo pensionistico per gli appartenenti alla generazione X sarà esclusivamente contributivo, e questo rappresenta la vera novità.

A causa dei lavori sempre meno stabili al momento, il montante contributivo dei lavoratori attuali si abbassa. Questo significa che ci sarà differenza, mediamente parlando, tra chi ha cominciato ha lavorare prima o dopo. In particolare, l’INPS sottolinea come per pareggiare l’importo della pensione, un lavoratore nato nel 1980 dovrebbe lavorare 3 anni in più rispetto a uno nato nel 1965. Questo, ricordiamo, calcolando le medie di anni contributivi di tutti i lavoratori in Italia.