Chiusura di negozi ed uffici: per risparmiare energia l’Italia torna in Lockdown

Per riuscire a risparmiare energia, l’Italia potrebbe tornare in lockdown a causa della chiusure di negozi ed uffici. Ecco cosa potrebbe accadere.

Per far fronte alle crisi energetica a cui si sta assistendo il Governo sta mettendo a punto un piano che consentirebbe di far fronte all’emergenza nel caso in cui la Russia decidesse di interrompere definitivamente e del tutto la fornitura di gas.

Con il Piano Austerity, il Governo sta mettendo sul tavolo una serie di misure. Tra queste ci sono alcune che piuttosto discutibili che contemplano il ritorno del lockdown. In particolare, in un caso di particolare emergenza si potrebbe assistere alla chiusura di negozi ed uffici in determinati orari. Lo stesso Mario Draghi, difatti, aveva proposto la chiusura dei bar tra le 19 e le 23 proprio come una sorta di coprifuoco a cui abbiamo assistito durante la pandemia. Questo ovviamente finirebbe per penalizzare i commercianti, i baristi, gli imprenditori e di conseguenza tutti gli italiani. Per quanto riguarda gli uffici pubblici, il piano Austerity prevedrebbe la chiusura degli stessi alle 17.30, con la riduzione a 19 gradi del riscaldamento al loro interno. Tra le misure che starebbe valutando l’attuale Governo, peraltro, ci sarebbe anche la riduzione di circa due gradi del riscaldamento presente nelle nostre case durante l’inverno. Durante la stagione estiva, invece, a breve si potrebbe introdurre un limite all’utilizzo dell’aria condizionata all’interno delle abitazioni fissato a 27 gradi.

A finire nel mirino del piano messo a punto dal Governo ci sarebbe anche l‘illuminazione dei luoghi esterni e nei condomini. In tal caso, infatti, si potrebbe assistere ad un taglio per quanto concerne il loro utilizzo. Com’è chiaro, al momento il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha fatto sapere che non si tratta di misure che saranno attuate a breve, ma soltanto in caso di emergenza. In poche parole per l’esponente del Governo non c’è motivo di farsi prendere dall’allarmismo dal momento che si tratta di misure la cui attuazione sarebbe particolarmente remota. L’Italia comunque sta monitorando regolarmente la situazione duqnue i flussi provenienti dalla Russia in modo tale da capire se passare in un stato di allerta massima.