I bonus non bastano, così si torna al banco dei pegni

Si ritorna al banco dei pegni per coloro che vorrebbero richiedere e ottenere un microcredito. I bonus non bastano

A causa della crisi economica che stiamo vivendo in Italia e in Europa, ritornano forme a cui in molti non si affidavano più da tempo. Sono proprio i contesti dove l’inflazione mette in ginocchio l’economia di un Paese, infatti, i momenti in cui tornano in auge decisioni come il ricorso al banco dei pegni.

ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO / TORINO

Si tratta di una forma di microcredito, quella del credito su pegno, che presenta numerosi vantaggi, soprattutto in periodi piuttosto difficili come quello che stiamo vivendo. Ecco, quindi perché si torna al banco dei pegni per coloro che vorrebbero richiedere e ottenere un microcredito. I bonus, ormai, non bastano più.

I bonus non bastano, così si torna al banco dei pegni

Chi decide di affidarsi al credito su pegno lo fa soprattutto per la sua rapidità di erogazione (servono circa 20 minuti) e per una efficiente e semplice procedura di richiesta. Non vi è prevista, infatti, una ricerca riguardo l’affidabilità del cliente in quanto, come garanzia, viene investito lo stesso bene.

Inoltre, chi restituisce il denaro prestato e gli interessi maturati può riscattare il bene. In caso contrario, invece, il bene utilizzato come pegno verrà messo all’asta, con un ritorno del sopravanzo al vecchio proprietario.

Nel nostro Paese, il maggior operatore è Affide, il quale ha subito investito nel mercato nazionale fruttando una crescita notevole. Sono molto recenti, infatti, le acquisizioni di Creval e Carige-Monte di Lucca.

(ansa)

L’affidamento al banco dei pegni va per la maggiore soprattutto in momenti di crisi economiche e sociali. A testimoniarlo è il fatto che, nel nostro Paese, va all’asta solo il 3% circa dei beni impegnati per ottenere un microcredito, in quanto la crisi affrontata, spesso, viene superata.

Nel nostro Paese, infatti, vengono messi a garanzia beni piuttosto modesti, come piccoli gioielli e anelli. Proprio per questo Rainer Steger, direttore generale di Affide, ha fatto capire che non è stato fissato alcun limite minimo di valore dei beni investiti a garanzia per ottenere il tanto ricercato microcredito da parte di persone che, nel momento storico in cui si affidano a questo sistema, versano in un momento di crisi economica, nella maggior parte dei casi, passeggera.