Crisi di Governo, arriva la beffa dei 200 euro

Dopo la crisi di governo causata dal ritiro del Movimento 5 Stelle arriva la beffa dei 200 euro. Ecco cosa succederà

La giornata di ieri è stata cruciale per l’attuale esecutivo guidato da Mario Draghi. Dopo la presa di posizione da parte del Movimento 5 Stelle, che ha deciso di non votare la fiducia e uscire dall’Aula, Mario Draghi ha rassegnato le dimissioni, però rifiutate (almeno fino a mercoledì) dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

(Ansa)

Se l’incertezza per ciò che riguarda questo governo è estremamente alta, sono elevate le possibilità che ad avere il maggior impatto negativo di questa vicenda saranno proprio gli italiani. Dopo la crisi di governo causata dal ritiro del Movimento 5 Stelle, infatti, arriva la beffa dei 200 euro. Ecco che cosa succederà.

Crisi di governo, arriva la beffa dei 200 euro

Per i prossimi giorni è atteso il decreto attuativo riguardo il bonus 200 euro per gli autonomi e le partite Iva. Dopo aver passato la verifica da parte della Camera, infatti, ora è al Senato, ma a causa dell’instabilità politica del Paese potrebbero esserci importanti ritardi sulla tabella di marcia.

Per ottenere il bonus dei 200 euro, le Partite Iva devono essere iscritte alle casse previdenziali e non devono aver superato un Isee di 35mila euro durante l’anno fiscale del 2021. Devono inoltre risultare attive entro il 17maggio 2022 e aver fatto almeno un versamento previdenziale.

Tuttavia, ad oggi non è ancora possibile sapere quando il bonus dei 200 euro verrà erogato per le patite Iva e quali saranno le procedure che i lavoratori dovranno fare per richiederlo. Un’ipotesi riguardo a questo tema riguarda la possibilità di richiedere e ricevere

ANSA/CLAUDIO PERI

il bonus tramite il gestore previdenziale a cui il lavoratore con partita Iva è iscritto.

 

Dunque, è possibile che ogni istituto previdenziale metterà a disposizione un modulo che potrà essere compilato e inviato dai rispettivi appartenenti e iscritti. Inoltre, potrebbe essere necessaria anche per queste categorie di lavoratori la presentazione dell’autocertificazione in modo da soddisfare i controlli richiesti.

Anche in questo caso, infatti, ci potrebbero essere casi in cui l’importo dovrà essere recuperato e restituito. È possibile, infatti, che ad occuparsi di questa evenienza saranno gli stessi enti previdenziali a cui è iscritto il lavoratore.