Mutui, come rinegoziarli e mettersi in salvo. Quanto tempo serve

Con i cambiamenti dei tassi di interessi e altri fattori, può essere conveniente rinegoziare i mutui: come farlo e in quanto tempo

Nel caso non si fosse più soddisfatti del proprio mutuo si può tentare di sostituirlo. Ci sono infatti diverse strade per cambiare le condizioni contrattuali del mutuo e risparmiare. Negli ultimi anni sono in tanti a rinegoziare dopo gli abbassamenti dei tassi di interesse, ma per rinegoziare il mutuo bisogna innanzitutto valutare il tasso che si vuole sfruttare. Per quanto riguarda la surroga c’è invece il passaggio a una seconda banca.

La decisione di sostituire il mutuo può derivare da tanti fattori, dalle condizioni della banca alle oscillazioni del mercato, fino alla comparsa di nuovi prodotti concorrenziali. A volte invece si può voler soltanto allungare la durata del proprio mutuo. Ma quali sono le soluzioni per cambiare mutuo, e quanto tempo bisogna aspettare per la richiesta di sostituzione?

Mutui, le opzioni per cambiare e i tempi

Ci sono tre principali opzioni per cambiare mutuo, con i relativi tempi per la richiesta alla banca. La prima è la rinegoziazione del mutuo, per cambiare le condizioni direttamente con la banca o l’istituto di credito che ha erogato il finanziamento. Questa è la soluzione più facile e rapida e può essere stipulata con una scrittura privata fra banca e cliente. In questo caso non c’è una tempistica certa e dipende dalla disponibilità della banca ad accettare le condizioni peggiorative.

C’è poi la surroga del mutuo, che consiste nel trasferimento del mutuo dalla propria banca ad un’altra per ottenere condizioni più vantaggioso. Si tratta di un’opzione riconosciuta dall’articolo 1202 del codice civile. La banca si prende carico di tutti oneri, compresi i costi notarili, ma in genere preferisce accettare richieste dopo che siano passati almeno 12 mesi.

Infine è possibile la sostituzione del mutuo, che si effettua estinguendo il mutuo originario e sottoscrivendone uno nuovo al fine di ottenere liquidità aggiuntive. E’ una pratica meno diffusa e anche meno conveniente per il mutuatario, perché deve sottoscrivere un nuovo atto notarile, che comporta una serie di costi. Anche qui la tempistica minima da attendere consiste in 12 mesi.