Riforma fiscale, buone notizie dal 1 Settembre: cosa accade alle buste paga

Con l’adozione della nuova riforma fiscale arriveranno importanti provvedimenti per gli italiani: quanto crescono gli stipendi

Nelle scorse settimane la Camera ha approvato la delega per la revisione del sistema fiscale e ci sono 18 mesi per adottare tutti i decreti legislativi necessari. Nella nuova riforma fiscale sono state inserite diverse modifiche sull’Irpef, infatti è stato eliminato il riferimento alla progressiva evoluzione del sistema di imposizione personale sui redditi verso un modello duale.

Ridotti quindi gli scaglioni Irpef, con una conseguente azione sulle aliquote percentuali: dal 23% fino a 15.000 euro di reddito al 43% sopra i 50.000 euro. Le distanze fra i vari scaglioni sono quindi state accorciate, anche se chi ne aveva più bisogno non ha visto miglioramenti perché la percentuale è rimasta la stessa. Per le busta paga i cambiamenti non sono poi così importanti.

Riforma fiscale, tutti i provvedimenti

Lo scopo principale della nuova riforma fiscale è incentivare il mercato del lavoro puntando sui giovani, sulle attività imprenditoriali e sull’emersione della base imponibile. C’è anche l’obiettivo di ridurre le variazioni eccessive delle aliquote marginali. La decisione più importante è però il taglio del cuneo fiscale, che si attende con la Legge di Bilancio 2023, ma che avrà già una fase di rodaggio da fine luglio.

Draghi vuole ridurre la pressione fiscale soprattutto per chi percepisce salari più bassi, ovvero chi ha un reddito entro i 35.000 euro (che stanno beneficiando del bonus 200 euro). Si punta a far percepire a questi lavoratori circa uno stipendio in più durante l’anno. Si prevede il taglio del cuneo fiscale del 4% più un aumento in busta paga fra i 50 e i 75 euro. La misura diventerebbe strutturale dal 1 gennaio 2023.

Si sta poi discutendo, sempre per gli aiuti agli italiani, sulla questione del salario minimo. Il Governo e il Ministro del Lavoro Andrea Orlando si stanno confrontando con le parti sociali per l’eventuale norma ma non ci sarà un intervento per innalzare i minimi retributivi di tutti i lavoratori italiani.