Schiaffo al Reddito di Cittadinanza, perché potrebbe essere l’inizio della fine

In giornate calde, non solo sul fronte climatico ma soprattutto sul fronte politico, istituzionale e economico, emerge una nuova sorta di indirizzo che riguarda il famoso reddito di cittadinanza. Che cosa succede? Andiamo a scoprirlo.

Quella a cui si è in qualche modo proiettati, stando a quanto emerge, sarebbe una vera e propria stretta sul reddito di cittadinanza: ovvero? Che cosa sta per capitare? Alcuni lo considerano uno schiaffo, anzi,  l’inizio della fine.

Secondo quello che sta per emergere, il reddito di cittadinanza starebbe per andare verso una svolta non troppo apprezzata dai cittadini: si potrà perdere anche rifiutando offerte da privati.

E’ questo il senso della stretta sul reddito di cittadinanza che si potrà perdere anche rifiutando offerte da privati. Ovvero? E’ semplice.

Anche il No a un’offerta accettabile a chiamata diretta da un datore di lavoro privato farebbe parte, nel calcolo dei rifiuti, delle opzioni che possono implicare la perdita del beneficio.

Come si può perdere il reddito di cittadinanza

E’ quello che almeno dovrebbe prevede un emendamento presentato dal centrodestra al dl aiuti approvato dalle commissioni della Camera con il voto contrario del M5s.

In tal senso le offerte congrue possono essere indirizzate «direttamente dai datori di lavoro privati» ai beneficiari che firmano il Patto per il lavoro (in cui è previsto l’obbligo di accettarne almeno una di tre).

Reddito di cittadinanza, nuovi scenari dopo la crisi

Reddito cittadinanza / Fonte: Pexels

In questo senso, quello che viene fuori da questo nuovo indirizzo operativo è che il datore di lavoro privato comunicando il rifiuto al centro per l’impiego ai fini della decadenza, farebbe partire il percorso ovviamente previsto per la cessazione dell’erogazione.

Ma in verità ci sarebbe molto di più in ballo, dal punto di vista, se non della preservazione in essere del reddito di cittadinanza, proprio della sua natura in quanto tale. Potrebbe, infatti, in poche parole, cambiare tutto. Perchè?

Alla luce dei nuovi recenti scenari politici nazionali, con la crisi di governo che ha portato alle dimissioni del premier Mario Draghi, quello che è il futuro del reddito di cittadinanza in verità è tutto, decisamente, da scrivere.

La scelta del Movimento 5 Stelle di non appoggiare il DL Aiuti, le posizioni di Fi e Lega in sede di voto al Senato e la decadenza, farebbero ipotizzare che, a fronte del voto delle urne, quale che sarà l’esito, il percorso di sopravvivenza stessa del contributo potrebbe essere messo in discussione.