Stop al gas russo, cosa accadrà ora alle famiglie italiane

Con lo stop al gas russo i rischi per famiglie e imprese del nostro paese sono sempre maggiori: ecco lo scenario

I problemi era stati annunciati già a febbraio con l’inizio della guerra in Ucraina, che lasciavano presagire fin da subito uno stop al gas russo. Oggi quei rischi sono diventati concreti e hanno portato alla preoccupazione tante famiglie e aziende italiane. Il Governo sta provando ad alleviare queste preoccupazioni provando a contrastare il caro bollette e a rafforzare i sostegni all’impresa.

Si tratta però di un lavoro parziale, che dal 25 settembre, giorno delle elezioni, lascerà spazio a una nuova strategia. Non preoccupano soltanto i costi delle bollette, che rischiano di quintuplicarsi, ma anche le spese delle imprese. L’allarme lo ha lanciato Confcommercio, che afferma che solo il terziario spenderà 33 miliardi nel 2022.

Stop al gas russo, tutte le conseguenze

L’aumento delle bollette e la perdita del lavoro porterà i cittadini ad avere meno capacità d’acquisto, con un impatto inevitabilmente negativo sull’economia. Un settore molto esposto all’aumento dei costi sul gas è quello del turismo, sia per il costo dei trasporti che per il fatto che sarà la prima spesa che taglieranno le famiglie.

L’aumento delle bollette del +500% (nel peggiore dei casi) è un allarme lanciato il 23 agosto scorso da Arte, Associazione dei reseller e trader dell’energia. In numeri si traduce con una spesa di 2.242 euro per l’elettricità e di 3.461 euro per il gas. Cifre davvero alte che andranno poi a sommarsi a quelle per i trasporti e per la spesa al supermercato, con l’inflazione che continua a correre.

Soffrono e soffriranno ancora tanto le imprese, che stanno già limitando la produzione. Le piccole e medie imprese sono costrette ad alzare i prezzi per poter pagare le spese. Confcommercio spiega che il rischio concreto è che per l’inizio del nuovo anno possano chiudere circa 120.000 aziende.