Pensioni minime, l’aumento di 1000 euro è cosa fatta: ecco la promessa che vincola il Centrodestra

Nel caso in cui il centrodestra dovesse vincere le elezioni sarà vincolato dalla promessa dell’aumento delle pensioni minime a 1000 euro.

A partire dall’inizio della campagna elettorale, i partiti politici si stanno affrontando a colpi di promesse più o meno realizzabili. In primis c’è il centrodestra che difatti si trova vincolato dalla promessa di aumentare le pensioni minime fino a 1000 euro.

L’artefice di questa proposta è stato Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, e a onor del vero risulta essere tutt’altro che irrealizzabile.

Pensioni minime, l’aumento di 1000 euro è cosa fatta

La sua attuazione, difatti, sarà possibile procedendo in maniera graduale portando a mille euro dapprima le pensioni di coloro che rientrano nella categoria di persone meno abbienti e dunque di quelle che vivono solamente con l’assegno pensionistico. In un secondo momento, saranno presi in considerazione i redditi singoli e familiari del pensionato utilizzando l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, ISEE. Così facendo dunque si andrebbero ad escludere molte pensioni minime inferiori a 1.000 euro, nel caso in cui si avessero altri patrimoni. La misura promessa da Berlusconi quindi sarebbe facilmente attuabile e di conseguenza non richiederebbe risorse particolarmente ingenti così come invece ha calcolato l’Osservatorio sui conti pubblici con alla guida Carlo Cottarelli. Secondo le stime, difatti, la spesa si attesterebbe intorno ai 31 e i 32 miliardi di euro.

Va detto, tra le altre cose, che la misura proposta da Berlusconi si applicherebbe molto bene anche nel caso dei lavoratori molto giovani che con ogni probabilità in futuro si ritroveranno a godere di una pensione davvero bassissima che potrebbe finire per farli vivere in una situazione di forte disagio economico. E’ il caso, ad esempio, di coloro che per via di carriere non continuative, disoccupazione e precarietà non potranno raggiungere una soglia minima per poter vivere. In questo senso, aumentare le pensioni minime a 1000 euro potrà servire ad aiutare le predette categorie di lavoratori fungendo in poche parole da vero e proprio ammortizzatore sociale. Alla luce di quanto detto, non resta che attendere il voto del 25 settembre per capire quale sarà la forza politica che avrà finito per aggiudicarsi la vittoria e dunque la fiducia di una parte del popolo italiano.