Perché sarà Giorgia Meloni a decidere il destino del Reddito di Cittadinanza

A poco più di due settimane dalle elezioni del 25 settembre cresce la sensazione che sarà la Meloni a decidere sul reddito di cittadinanza

Siamo all’ultima settimana di sondaggi per quanto riguarda le elezioni, dopodiché ci sarà un silenzio pre-elettorale di 14 giorni prima della fatidica data del 25 settembre. Sarà negata ufficialmente in quel periodo la possibilità di diffondere rilevazioni, ma possiamo dire che ci sono ormai dei trend che sembrano consolidati, con l’unico dubbio che risiede nell’altissimo numero di astenuti.

Al momento infatti, stando agli ultimi sondaggi, il vantaggio del centrodestra non sembra colmabile dalla coalizione del centrosinistra. Ma cerchiamo di capire nel dettaglio il motivo. Nel senso sondaggio di Tecné evidenzia che nella prima settimana c’è stato un leggero calo sia per il centrodestra che per il centrosinistra, con il primo che rimane comunque ampiamento sopra il 48%.

Reddito di Cittadinanza, può decidere il centrodestra

Oltre 20 punti percentuali di distacco che al momento sono tanti. Minimo il terreno recuperato invece dal Movimento 5 Stelle. Questa enorme distanza del centrodestra dagli altri partiti vuol dire tanto anche in termini di seggi, perché con la legge elettorale attuale ciò significa ampia maggioranza alla Camera e al Senato. Tra l’altro poi i sondaggi appaiono particolarmente stabili.

Soprattutto quelli riguardanti Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, tanto che tutti nell’ultimo mese hanno dato il partito fra il 23,4% e il 25%.Secondo un autorevole sondaggista come Luigi Crespi la Meloni potrebbe essere anche sottostimata: “Tutti quelli che poi hanno vinto lo sono stati in passato”.

Secondo l’ultimo sondaggio di Swg per il TgLa7 cresce anche il divario tra Fratelli d’Italia e il Partito Democratico, mentre le altre forze di centrodestra sono date leggermente in calo. Ecco perché si pensa che potrebbe essere la Meloni a decidere il destino del Reddito di Cittadinanza. Sappiamo che il suo punto di vista verso l’accredito è contrario, tanto che lei ha sempre parlato di sostituirlo con il “reddito di solidarietà“.