Crisi energetica, la fornitura di metano è dimezzata rispetto all’anno scorso. E la nostra salvezza sono le navi

Ancora problemi per quanto riguarda la fornitura di metano, ora dimezzata dall’anno scorso. La nostra salvezza per la crisi energetica sono le navi

La crisi energetica continua ad imperversare nel nostro Paese. E mentre si aspettano aiuti economici da parte dello Stato, il governo inizia ad intraprendere le prime misure volte ad diminuire l’impatto del caro energia. Tuttavia, i tagli alle forniture di gas metano risultano dimezzate rispetto all’anno scorso e la situazione potrebbe non cambiare a breve.

Ansa/Andrea Merola

Ma come fare, dunque? Mentre i varano piani di riduzione del consumo energetico nazionale per famiglie e imprese, vi è un’ulteriore linea di azione che porta ad una minore dipendenza dal gas russo. La nostra salvezza, infatti, potrebbero essere le navi in grado di trasformare il gas metano dallo stato liquido a quello gassoso e trasportarlo quindi con facilità.

Forniture di metano dimezzate. A salvarci saranno le navi

Quella che è sulla bocca di tutti in questi giorni è la Golar Tundra, una nave capace di trasportare e trasformare il gas metano da liquido a solido e che è stata acquistata dalla Snam per ben 350 milioni di dollari. L’Italia, dunque, potrà contare su questa fabbrica galleggiante in grado di fornire al nostro Paese 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Arriverà presto a Piombino e potrà contribuire in maniera determinante a ad aumentare la capacità di rigassificazione italiane del 6,5%. Ad oggi, infatti, in tutta Europa c’è una vera e propria gara all’acquisto delle navi rigassificatrici. La Germania, infatti, ha confermato l’acquisto di una quinta nave, che ancorerà a Wilhelmshaven. Insieme agli altri quattro colossi galleggianti, permetterà a Berlino di aumentare la capacità di rigassificazione a 25 miliardi di metri cubi l’anno.

Tuttavia, durante i mesi invernali l’Europa rischia di vedere scarseggiare in maniera molto seria il metano. Poco prima del blocco del gasdotto North Stream I, la Russia esportava in Europa circa 856,8 milioni di metri cubi di gas naturale a settimana, mentre l’anno precedente la cifra era di 2.719,4 miliardi di metri cubi.

Per quanto la situazione sia molto difficile, e in alcuni casi drammatica, in Italia si spera anche sui giacimenti del Mediterraneo orientale, dove però mancano infrastrutture adatte.