Razionamenti, l’Europa ha deciso: si comincia dall’elettricità

Il consiglio speciale tenutosi a Bruxelles tra i leader dell’Unione Europea si è concluso con un piano per contrastare il caro energia. Il piano deve ancora essere discusso approfonditamente, ma al centro ci sono il tetto al prezzo del gas e il razionamento dell’energia elettrica.

Dopo il razionamento del gas comincia quello dell’energia elettrica. Così come accaduto mesi fa con il piano di razionamento del gas, per cui l’Europa ha richiesto un risparmio del 15% a ogni nazione dell’Unione (7% per l’Italia), ora tocca all’energia elettrica. Il piano proposto da Bruxelles deve ancora essere approvato.

Foto ANSA Firma: Palazzo Chigi

Vista la gravità della situazione energetica non ci sarebbe da stupirsi se il piano scritto dalla Commissione Europea passasse così com’è.

Razionamenti, l’Europa ha deciso

Tuttavia le discussioni e i veti dell’Unione Europea sono all’ordine del giorno e gli argomenti da trattare sono moltissimi. La discussione più importante del Consiglio speciale sull’energia è stata quella sul tetto al prezzo del gas.

15 paesi su 27 dell’Unione si sono detti favorevoli a un tetto del prezzo generalizzato non solo al metano proveniente dalla Russia, ma a tutte le importazioni di gas naturale nei territori dell’Unione. Da notare come la Commissione Europea avesse previsto il tetto del prezzo del gas solo su quello importato dalla Russia. Il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, rappresentante del Governo italiano al Consiglio straordinario, ha dichiarato che i 15 paesi favorevoli al tetto del gas hanno richiesto che la Commissione elabori al più presto uno scenario. Certo la discussione non si chiuderà qui. Molti paesi dell’Unione Europea fanno ancora resistenza alla possibilità di un tetto al prezzo del gas. Mettendo da parte l’Ungheria, storico alleato di Putin all’interno dell’Unione, anche i paesi del nord Europa sono contrari. Prima tra tutti l’Olanda, da dove transita la maggior parte del gas che viene poi smistato nel resto dell’Unione.

Foto ANSA Firma: Stephanie Lecocq

Restano per il momento in disparte Francia e Germania, i cui voti potrebbero essere decisivi, politicamente parlando. Da Parigi e Berlino per ora si tengono la possibilità di valutare con attenzione la proposta dell’Italia sul tetto al prezzo del gas. Nonostante il tetto ai prezzi possa essere una buona soluzione per attenuare i problemi della crisi energetica, intervenire in maniera così decisa sul mercato spaventa ancora molti. Inoltre c’è da considerare possibili rappresaglie da parte di Mosca, un punto che preoccupa sopratutto i paesi dell’Est.