Bollette, la svolta: lo Stato diventa garante del pagamento

Una nuova ondata di aiuti dovrebbe arrivare da parte dello Stato. Con la situazione sempre in divenire non è dato sapere quanto saranno efficaci, ma in ogni caso lo Stato assicura la sua presenza. La dichiarazione di intenti è che lo Stato si farà garante del pagamento delle bollette per i cittadini.

La situazione con le bollette energetiche è molto difficile da tenere sotto controllo. Lo Stato sta continuando a mettere in campo aiuti e sostegni a cittadini e imprese, ma il continuo mutamento dei numeri non permette di fare stime precise di quanto questi aiuti sono stati, sono o saranno efficaci.

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Il nuovo decreto aiuti ter dovrebbe stanziare un nuovo fondo per gli aiuti alle famiglie, dopo quello alle imprese del precedente decreto.

Bollette, la svolta: lo Stato diventa garante del pagamento

Questi aiuti dovrebbero andare ad aiutare in particolare sul fronte delle bollette, con aiuti economici per le famiglie in difficoltà. Il testo del decreto non è ancora disponibile, in quanto ancora in discussione. Le indiscrezioni che escono dal Ministero dell’Economia, però, possono dare almento un quadro generale dell’intenzione di questo nuovo emendamento al decreto aiuti.

Lo Stato si farebbe garante del pagamento delle bollette, con interventi quanto più possibile diretti sull’aiutare i cittadini a pagare le bollette di luce e gas. Si partirebbe con un bonus una tantum di 150 euro per tutti i cittadini con un reddito non superiore a 20.000 euro, sulla falsa riga di quello da 200 euro di luglio (che in molti devono ancora ricevere). Un’altra misura, molto importante, è che lo Stato intende porsi come garante per i prestiti che potranno essere richiesti dagli italiani per far fronte al deficit di liquidità. Il ministro dell’economia Daniele Franco parla di garanzia gratuita.

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Viene inoltre messo su un fondo di 40 milioni di euro per il pagamento delle bollette di società e imprese del terzo settore, compresi gli enti di volontariato. Questi potranno ottenere un bonus tramite credito d’imposta. Anche i patronati rientrano nel quadro dei sostegni, con un bonus una tantum di 250 euro. C’è spazio anche per i rincari di carburante, con la conferma ulteriore della riduzione delle accise fino al 31 ottobre e un fondo di 100 milioni di euro stanziato per i bonus alle imprese di trasporti, massacrate dal rincaro dei carburanti.