Reddito di Cittadinanza, chi si deve preoccupare lunedì prossimo

Alcuni percettori della misura devono preoccuparsi lunedì prossimo: scopriamo insieme quali sono i rischi dopo il voto del 25 settembre.

Il Reddito di Cittadinanza è una misura per cui si è fortemente battuto il Movimento 5 Stelle e che nasce dalla volontà di contrastare in maniera concreta il fenomeno dilagante della povertà. Alcuni percettori della misura però devono preoccuparsi lunedì prossimo. 

Reddito di Cittadinanza

La misura in esame ha raccolto da sempre le aspre critiche da parte delle altre forze politiche.

Reddito di Cittadinanza, chi si deve preoccupare lunedì prossimo

Chiaramente ciò è accaduto e sta accadendo anche durante la campagna elettorale che ha visto diversi esponenti della politica affermare di voler rivoluzionare il sussidio. Secondo Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, ad esempio, il reddito di cittadinanza deve essere cancellato dal momento che non ha funzionato. L’obiettivo dovrà essere piuttosto quello di consentire ai giovani di poter vivere una vita dignitosa e la misura in esame non ha agito in tal senso. La Lega di Matteo Salvini ha dichiarato che si tratta di una misura che va rivista aumentando l’attenzione per quanto concerne la formazione professionale dei percettori del Reddito al fine di poter entrare nel mondo del lavoro. Silvio Berlusconi con Forza Italia ha fatto sapere di non essere intenzionato ad abolire la misura tout court. In realtà, la volontà è quella di raddoppiarlo per le famiglie che si trovano in condizioni economiche realmente precarie.

Letta del Pd, dal canto suo, ha fatto sapere di volere potenziare la misura apportando le dovute correzioni. Il sussidio, infatti, secondo l’esponente del partito ha consentito a circa un milione di cittadini di non finire sotto la soglia di povertà. Luigi Di Maio di Impegno Civico ha ammesso che la misura presenta quale punto critico ma comunque ne ha rivendicato la paternità. In particolare, ha fatto sapere che si interverrà relativamente ai centri per l’impiego, prevedendo meccanismi più efficaci. Infine, Renzi e Calenda hanno dichiarato che si tratta di un sistema che non p stato pensato bene, non a caso, ha dimostrato tutti i suoi limiti. Di conseguenza, sarà necessario apportare delle modifiche volte ad incentivare la ricerca di un lavoro e dunque il successivo inserimento nel mondo del lavoro.