Energia, le bollette stanno per abbattersi sugli italiani. E la Ue ha già cambiato idea sui consumi

La situazione è già cambiata con l’energia elettrica. Nonostante l’UE avesse già richiesto una riduzione del 7% sembra che non sia più sufficiente. Nel prossimo futuro ci sarà da sacrificare ancora di più per stare dietro ai piani di Bruxelles nei confronti della crisi energetica.

Bruxelles richiede agli stati membri ancora un po’ di sacrifici per evitare il collasso. Dopo la richiesta della diminuzione dei consumi energetici del 7% nelle ore di punta, richiesta arrivata un mese fa, la necessità di diminuzione è già salita al 10%. Potremmo dover spegnere le luci molto più a lungo di quanto avevamo previsto.

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La richiesta era parte del piano firmato dalla Commissione Europea per combattere il caro bollette ed eventuali sprechi di gas naturale impiegato nella produzione di energia elettrica. Dopo il taglio volontario al gas, opzionale per tutti i paesi comunitari che vogliono aderire, arriva la misura obbligatoria da parte della Commissione di tagliare il consumo di energia elettrica del 10% durante le ore di punta in tutti i paesi membri. La richiesta è salita rispetto allo scorso mese, quando si parlava di un taglio del 7%.

Si continua a dibattere in seno alle isituzioni UE. Ovviamente molti stati membri sono contrati a questo aumento della richiesta da parte di Bruxelles, considerando che già una riduzione del 7% dell’energia elettrica utilizzata avrebbe comportato che le aziende fornitrici di energia diminuissero da remoto la potenza dei contatori durante le ore di punta. Si tratterebbe di privare i cittadini di gran parte della propria disponibilità elettrica. Questo renderebbe la vita ancora più difficile a chi è già in difficoltà. La diminuzione dei consumi dovrebbe inoltre durare per tutto l’inverno, più precisamente tra il 1 dicembre 2022 e il 31 marzo 2023.

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Sono ancora aperti i tavoli di trattative e i paesi dell’Unione stanno cercando un compromesso con la Commissione Europea. I due punti più discussi alla riunione dei paesi comunitari sono la percentuale di diminuzione dell’energia elettrica, che molti paesi chiedono torni al 7%, l’individuazione chiara delle “ore di punta” quando questa diminuzione dovrebbe essere attivata, e una regolamentazione chiara sulla tassa sugli extraprofitti. Ado oggi la situazione è ancora in divenire. Stanno venendo proposti compromessi da entrambe le parti e si dovrà aspettare ancora qualche settimana per avere un accordo definitivo.