Reddito di Cittadinanza dimezzato, attiva la scure di Giorgia Meloni sul sussidio

Un governo di centrodestra non avrebbe mai tollerato che rimanesse invariato il reddito di cittadinanza. Giorgia Meloni e i suoi alleati lo hanno chiarito più che efficacemente durante la campagna elettorale, e adesso cominciano a prendere provvedimenti. 

Si parla di un piano per dimezzare la spesa dello Stato riguardo il reddito di cittadinanza. Fratelli d’Italia propone da mesi di abolire il reddito di cittadinanza ed è stata una forte componente anche della campagna elettorale di Giorgia Meloni. Tuttavia c’è da pensare anche a quelle fasce più povere della popolazione italiana che vive dei soldi del reddito.

Giorgia Meloni
Foto ANSA

Il sussidio del Movimento 5 Stelle andrà quindi incontro a una viscerale revisione in vista della prossima Legge di Bilancio. Questa dovrà essere presentata entro il mese di novembre, paradossalmente con un’urgenza maggiore a quella delle discussioni sulla composizione del nuovo governo.

Reddito di Cittadinanza dimezzato, il piano di Giorgia Meloni

Il punto per la coalizione di Centrodestra è che i 9 miliardi di euro che vengono spesi per il reddito di cittadinanza siano troppi. Secondo i portavoce dei partiti, la cifra può tranquillamente essere dimezzata e le risorse risparmiate possono essere usate per altri scopi. Le stime sono sul reddito di cittadinanza, infatti, chiariscono che circa il 50% dei percettori è in età da lavoro, quindi più che di un sostegno avrebbe bisogno di una spinta verso il mondo del lavoro.

Il piano di Giorgia Meloni si comporrebbe di 2 parti, corrispondenti a 2 leggi che verrebbero alla luce contestualmente. La prima per cancellare la misura del reddito di cittadinanza per sostituirlo con una nuova misura che separi nettamente due categorie di percettori: coloro che sono impossibilitati a trovare un lavoro e coloro che sono in una situazione tale di disagio da non poter aspirare ad un impiego.

Percettori reddito di cittadinanza
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L’idea è quella di togliere il reddito di cittadinanza a tutti i cittadini abili al lavoro alla prima offerta di lavoro rifiutata. Con questo si permetterebbe al reddito di cittadinanza di aiutare chi ne ha veramente bisogno e non chi lo sfrutta solo per stare a casa senza lavorare a spese dello Stato. Per coloro che sono totalmente inabili al lavoro, il sussidio sarà addirittura aumentato. C’è infine il nodo di quelle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza perché troppo anziani per essere ricollocati con un’altra occupazione, ma troppo giovani per la pensione. Per loro il governo di centrodestra prevede un non meglio specificato accompagnamento alla pensione.