Crisi energetica, perché dovremo rinunciare ai mezzi pubblici

A causa della crisi energetica potremmo dover rinunciare ai mezzi pubblici. Ecco perché

Il costo delle bollette è diventato ormai proibitivo. Sono milioni le famiglie che dal mese di settembre, a causa dell’aumento delle fatture energetiche, si trovano in condizioni di difficoltà. A seguire le imprese, che non riescono più a farsi carico dei costi e pagare gli stipendi ai propri lavoratori.

(crisi energetica mezzi pubblici/Ansa)

Il rincaro energetico, dunque, potrebbe peggiorare con l’arrivo dell’inverno e diventare una costante per molti mesi. Ecco, quindi, che ciò potrebbe costringerci a rinunciare ad abitudini importanti ed essenziali, come quello di prendere i mezzi pubblici. Ecco perché.

Ecco perché con la crisi energetica dovremo rinunciare ai mezzi pubblici

Non solo cittadini e imprese. A seguito dell’imminente crisi energetica sono tanti i comuni che rischiano un pesante deficit. Il pericolo è quello di non poter più accedere a mezzi di trasporto e di restare al buio a causa di una scarsa illuminazione pubblica. Il rischio sarebbe quindi quello di milioni di cittadini senza la possibilità di andare a lavorare a causa di bus e tram fermi.

Ad essere preoccupati sono moltissimi sindaci, i quali hanno deciso di fare un appello al probabile futuro Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Sono infatti attesi nuovi rincari che, senza un deciso intervento del governo, creeranno numerose difficoltà ai primi cittadini.

Secondo moltissimi sindaci italiani, infatti, a rischio c’è la sopravvivenza dei mezzi pubblici e l’illuminazione pubblica, con l’accensione dei monumenti che potrebbe essere sempre più precaria. Sono infatti attesi nuovi piani da parte dei Comuni per attuare una riduzione dei consumi, ma la paura è tanta. Secondo Alessandro Canelli, delegato alla finanza locale Anci, il rischio è di vedere fermi i tram, città al buio e monumenti spenti.

(crisi energetica mezzi pubblici/Ansa)

Intanto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, è molto preoccupato per quanto riguarda gli ospedali della regione. In questi giorni, città come Milano e Torino stanno pensando ad una riduzione drastica degli orari di accensione di gran parte dei loro monumenti all’aperto, mentre a Torino il sindaco ha chiesto di spegnere le luci sia della Mole Antonelliana che di Palazzo Civico e Palazzo Reale.

Infine, in vista del Natale si pensa ad una riduzione dell’intensità delle luminarie e all’istituzione di fasce orarie in cui potranno restare accese le classiche luci natalizie dei mercatini.