Riscaldamento, ecco il primo passo verso il Lockdown energetico

Molte persone si chiedono cosa cambierà per quanto concerne il Riscaldamento ora che è in atto una crisi dell’energia senza precedenti: ci stiamo avviando verso il lockdown energetico.

Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, ha apposto la propria firma al Decreto che sancisce una serie di limiti in merito all’utilizzo del riscaldamento. Si tratta di una decisione sorta alla luce di quella che è la crisi energetica attualmente in atto.

Siamo ad un passo dal lockdown energetico / Foto Pixabay

In particolare, si tratta di limitazioni che non riguarderanno tutte dal momento che sono state previste delle specifiche eccezioni. A tal proposito, in molti si chiedono in cosa consiste il lockdown energetico.

Riscaldamento, ecco quali sono i limiti

Nello specifico si è deciso di posticipare di quindici giorni l’utilizzo del riscaldamento, riducendo anche di un grado la temperatura da impostare. Oltre a ciò, si il riscaldamento quest’inverno 2022/23 sarà ridotto di un’ora al giorno. Chiaramente queste limitazioni varieranno in base a quelle che sono le zone climatiche d’Italia.

Va detto che all’interno del documento sono state previste delle eccezioni che riguardano asili, scuole, saune, piscine e ospedali. Riguardo a quest’ultimi, in particolare, l’obiettivo è quello di assicurare i servizi sanitari essenziali evitando di ritrovarsi con lo stesso scenario generato dalla pandemia. In ogni caso, si tratta di limiti che dovrebbero riuscire a far ottenere un risparmio pari a oltre 2 miliardi di euro.

Siamo ad un passo dal lockdown energetico / Foto Pixabay

Chiaramente si tratta di misure importanti che però dovranno essere accompagnate da misure di sostegno alle famiglie italiane che difatti stanno soffrendo a causa degli aumenti causati dall’attuale crisi energetica. A tal proposito, il Governo ha deciso di introdurre un nuovo bonus di 150 euro volto a contrastare le situazioni di particolare disagio economico.

Tra i beneficiari ci sono i percettori del Reddito di Cittadinanza, i pensionati, i disoccupati come anche i lavoratori autonomi e dipendenti. Com’è chiaro, si tratta di una misura che fa sola non può bastare ma che per molti rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno grazie alla quale pagare le utenze domestiche con una maggiore tranquillità.