Tasse non pagate, come puoi salvarti dalla condanna

Esiste un modo per riuscire ad evitare la condanna pur non avendo pagato le tasse dovute. Vediamo cosa è necessario fare.

Sembra impossibile eppure c’è un modo per evitare la condanna anche se non si è saldato il proprio debito con il Fisco. Vediamo cosa bisogna fare per ottenere il condono penale.

Tasse, come evitare la condanna
C’è un modo per evitare la condanna anche se non hai pagato le tasse- (Ansa foto)- Missionerisparmio.it

Il 28 marzo 2023, il Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto che interviene sulla pace fiscale. In particolare il Governo ha deciso di intervenire in quelle situazioni che prevedono conseguenze penali.

Non si tratta certo di un regalo a chi non ha pagato le tasse o di un invito a non pagarle. L’obiettivo del Governo Meloni non è chiaramente questo. Piuttosto si tratta di andare a intervenire sul rapporto tra contribuenti e Fisco semplificando e razionalizzando la situazione.

L’ Esecutivo ha deciso di eliminare alcune conseguenze penali se il contribuente salda il conto con il Fisco. In pratica se il debitore paga quanto dovuto anche dopo i termini esatti, può beneficiare del condono penale. Naturalmente questo beneficio potrà essere fruito soltanto a determinate condizioni e non da tutti.

Come evitare la condanna se non hai pagato le tasse

Il premier Giorgia Meloni ha più volte ribadito che la riforma fiscale riguarderà non solo le principali imposte come Irpef, Ires, IRAP e IVA ma anche il rapporto tra cittadino e Fisco. Il condono penale per chi non ha pagato le tasse nei tempi previsti va esattamente in questa direzione.

Tasse, nessuna condanna penale
È possibile beneficiare del condono penale in alcune situazioni/ Missionerisparmio.it

In pratica la regola è semplice: se paghi le tasse che avresti dovuto pagare al Fisco, non incorri in alcuna condanna. Il condono riguarderà queste specifiche situazioni:

  • omesso versamento di ritenute dovute o certificate per un importo superiore a 150 mila euro all’anno;
  • omesso versamento dell’Iva per un importo superiore a 250 mila euro all’anno;
  • indebita compensazione di crediti non spettanti superiore a 50 mila euro.

Novità importanti anche sul fronte della definizione agevolata che coinvolgerà tutti  gli avvisi di accertamento, di rettifica, di liquidazione e gli atti di recupero non impugnati e ancora impugnabili al primo di gennaio di quest’anno ma anche quelli che sono diventati definitivi a causa di una mancata impugnazione nel periodo che va dall’1 gennaio  al 15 febbraio. In questo caso i cittadini pagheranno solo l’imposta dovuta senza interessi né sanzioni. È possibile, inoltre, concordare una rateizzazione del proprio debito.

Per quanto  riguarda le controversie davanti alla giustizia tributaria che hanno come oggetto atti impositivi, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, il termine ultimo.per mettersi in regola è stato prorogato e, dunque,  si avrà tempo fino al prossimo 30 settembre 2023. Se il debito è superiore ai 1000 euro, anche in questo caso, è prevista la possibilità di rateizzazione.

Ma le novità non sono ancora finite qui: il Governo ha deciso di ammettere delle proroghe dei tempi per pagare. Lo slittamento riguarda la regolarizzazione delle violazioni formali che si potrà pagare entro il 31 ottobre. Si avrà tempo, invece, fino al 30 settembre, per mettersi in regola per quanto riguarda il ravvedimento speciale, cioè il pagamento  che permette al contribuente di rimuovere altri tipi di violazioni sulle dichiarazioni validamente presentate.

Altre novità salienti di questi giorni riguardano le bollette di luce e gas.

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