BTP Futura, via alla terza emissione: costi, tassi e altre informazioni utili

Il BTP Futura si prepara per la sua terza emissione, che avverrà tra il 19 e il 23 aprile prossimi. Il titolo avrà una durata più lunga, visto che la sua scadenza è fissata a 16 anni.

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato l’annuncio relativo a una terza emissione del BTP Futura. La notizia è stata diffusa alla fine del mese di marzo, con tutti i dettagli relativi al modo in cui sarà possibile effettuare l’acquisto di questi nuovi buoni del tesoro. Il periodo in cui si potranno acquistare i Titoli di Stato rientra tra lunedì 19 a venerdì 23 aprile fino alle ore 13. In ogni caso, come si legge sul comunicato diffuso dal MEF, non è da escludere una chiusura anticipata delle contrattazioni.

Com’era già avvento con le prime due emissioni, avvenute nel 2020, il collocamento di questi buoni del tesoro sarà riservato esclusivamente ai risparmiatori privati, ovvero coloro i quali compongono il cosiddetto mercato retail. I proventi dal collocamento dei BTP Futura saranno dedicati – in base alla comunicazione effettuata dal Ministero – a finanziare le misure per la ripresa economica del Paese, dopo la pandemia di Covid-19, ma anche le spese relative alla campagna vaccinale.

BTP Futura, più duraturo e con premi fedeltà

Un altro aspetto favorevole nell’acquisto dei titoli di Stato riguarda la sua durata. Questa terza emissione porterà all’acquisto di BTP più a lunga durata, visto che la scadenza è fissata a 16 anni. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze fa sapere che anche in questo caso è previsto un premio fedeltà, che è collegato alla crescita delle condizioni economiche della nazione durante il periodo di vita del titolo. Diversamente quanto è successo con le altre due emissioni, questa terza prevede l’emissione del premio in due tranche, erogate in momenti diversi la prima dalla seconda.

Alla fine dei primi otto anni di possesso del titolo, l’investitore che lo possiede fin dalla sua emissione godrà di un premio minimo garantito, che andrà da un minimo dello 0,4% a un massimo dell’1,2% del capitale investito. Questo premio si baserà sulla media del tasso di crescita del PIL registrato negli otto anni di vita del titolo. Di contro, dopo gli altri otto anni di vita del BTP Futura, gli investitori che lo avranno tenuto dall’inizio riceveranno una seconda tranche che includerà due componenti, calcolata sempre in base al tasso di crescita del PIL. Nel primo caso si valuteranno i primi otto anni, con un minimo garantito dello 0,6% fino ad un massimo dell’1,8%; nel secondo caso si valuteranno gli anni dal nono al sedicesimo, con un minimo garantito dell’1% ed un massimo del 3%.

Come funzionano i tassi cedolari

Una continuità per la terza emissione del BTP Futura rispetto alle prime due riguarda la presenza dei tassi cedolari. Le cedole nominali semestrali, calcolate sulla base di tassi fissi predeterminati e crescenti nel tempo, verranno presentate nei giorni precedenti alla vendita dei titoli. Secondo il meccanismo dello step-up, le cedole verranno corrisposte seguendo un tasso cedolare fisso per i primi quattro anni. Questo tasso aumenterà una prima volta per i successivi 4 anni, una seconda volta per i successivi 4 anni ed infine una terza volta per i restanti 4 anni di vita del titolo. Il tutto fino ad arrivare alla scadenza.

Stando a ciò che comunica il ministero, la serie dei tassi cedolari minimi garantiti della terza emissione verrà comunicata venerdì 16 aprile. Invece i tassi cedolari definitivi verranno annunciati sette giorni dopo, il 23 aprile. Questi ultimi non potranno essere inferiori ai tassi cedolari minimi garantiti comunicati in precedenza. Il tasso cedolare dei primi 4 anni resterà invariato, mentre in base alle condizioni di mercato potranno essere rivisti a rialzo, al termine dell’emissione, solo i tassi successivi al primo.

Infine bisogna dire che il titolo sarà collocato alla pari – al prezzo di 100 euro – sul mercato. La piattaforma sarà sempre quella MOT di Borsa Italiana attraverso due banche che faranno da dealer. Si tratta di Intesa Sanpaolo S.p.A. e UniCredit S.p.A. Il collocamento non prevede eventuali riparti, né sarà applicato alcun tetto massimo assicurando la completa soddisfazione degli ordini, salvo facoltà da parte del MEF di chiudere anticipatamente l’emissione.