Fisco, i nostri conti correnti di nuovo a rischio: arriva il prelievo forzoso

La sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra, parlando a Il Messaggero della riforma della riscossione ha parlato anche del “prelievo forzoso” sui conti correnti.

Noi abbiamo uno strumento che funziona nei confronti di lavoratori dipendenti e pensionati in debito con la Pa: si procede con il prelievo su stipendio o pensione. La stessa cosa potrebbe essere estesa ad altri soggetti. Ovviamente si tratta di farlo senza che questo comprometta l’equilibrio di vita o il proseguimento dell’attività economica”. Con queste parole, parlando a Il Messaggero, la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra ha fatto luce sulla “manina del Fisco“, ormai pronta ad entrare nei conti correnti degli italiani.

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In caso di situazioni critiche, insomma, il prelievo agirebbe automaticamente sui conti correnti per saltare situazione di debito. Ciò significa, automaticamente, più controllo sui redditi e sui singoli conti degli italiani. “Se noi non togliamo definitivamente cose non più riscuotibili perché appartenenti a codici fiscali o partite iva di persone decedute o che sono fallite, l’Agenzia non potrà concentrarsi mai bene su quello che davvero si può andare a prendere”, ha spiegato Castelli.

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Attualmente, il nostro esecutivo ha allo studio un piano per il decadimento dei debiti col Fisco dopo 5 anni. “Il principio dei cinque anni dipenderà da come questa formula verrà tradotta dal Parlamento. Io sono favorevole. Il problema è capire cosa si può e si deve fare in questi cinque anni per riscuotere. Vale a dire se l’agente della riscossione ha tutti gli strumenti adeguati per attivare azioni che rendano effettiva la riscossione. Se ci fosse questa garanzia andrebbero bene anche meno di 5 anni“, ha proseguito Guerra.

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Più poteri al Fisco

Le parole della sottosegretaria, inoltre, fanno luce su come cambiano le attività di riscossione. “La riscossione è un elemento necessario. Noi abbiamo un sistema in cui ci sono lavoratori dipendenti che subiscono un prelievo alla fonte. Altri sono sottoposti ad un sistema di adeguamento spontaneo che non sempre viene rispettato. Bisogna rafforzare i meccanismi di recupero perché quando un debitore non paga il creditore deve avere la possibilità di verificare in tempi brevi, prima che le risorse scompaiano, se c’è la possibilità di riscuotere”, ha concluso.

Sta di fatto, che il Fisco prende sempre più poteri e che, sui conti degli italiani, si accumulano prelievi su prelievi…

 

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