Pandemia, i pensionati sono sempre più a rischio

Il periodo di pandemia e i decessi per Covid-19 hanno abbassato l’aspettativa di vita media degli italiani. Questo dato si riflette anche sull’età pensionabile.

Pensionati a rischio

Il lascito della pandemia in fatto di vite umane è mostruoso. Solo nel 2020 i decessi sono stati 746.000 e la speranza di vita media è crollata inesorabilmente. Nel 2020 la speranza di vita media, considerando uomini e donne, è di 82 anni, più di un anno in meno rispetto al 2019. Andando più nello specifico, la speranza di vita per gli uomini è attualmente di 79,7 anni, mentre per le donne di 84,4 anni, e questo influisce direttamente sulle pensioni.

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Le politiche più recenti in fatto di pensioni hanno cercato di attenuare alcune delle misure introdotte nel 2011, per poter garantire la sostenibilità sul lungo periodo del sistema. Per questa ragione sono stati aumentati i requisiti anagrafici per il pensionamento per vecchiaia, andando di pari passo con l’aumento della speranza di vita, aumentata moltissimo negli ultimi anni. In sostanza, aumentando la speranza di vita, aumenta anche l’età pensionabile, con un massimo stabilito di 3 mesi ogni 2 anni. Al contrario, se la speranza di vita scende, i requisiti anagrafici rimangono gli stessi. Di questi adeguamenti dei requisiti anagrafici per il pensionamento ce ne sono stati nel 2013, 2016 e 2019, in seguito era previsto che nuovi adeguamenti sarebbero stati a cadenza biennale. La pandemia però ha cambiato le cose e adesso l’adeguamento è in negativo.

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L’età pensionabile resta la stessa

L’abbassamento della speranza di vita causata dal Covid-19 potrebbe portare quindi l’età pensionabile a rimanere fissa a 67 anni almeno fino al 2024, mentre per il pensionamento anticipato la discussione è rimandata al 2016, perché in quel caso gli adeguamenti sono bloccati fino al 2026.

La situazione potrebbe cambiare ulteriormente sia in meglio che in peggio. Si attendono ancora i dati sulla speranza di vita del 2021 per fare previsioni più accurate, e la minaccia di nuove ondate virali da una parte e la campagna vaccinale dall’altra potrebbero far pendere l’ago della bilancia in entrambe le direzioni.

Se fossero confermati i dati attuali, tuttavia, i successivi adeguamenti del 2025 avrebbero comunque un credito di 3 mesi rispetto ad oggi. Questo significa che il Covid-19 potrebbe aver bloccato l’aumento dell’età pensionabile fino al 2027.