Pensione di vecchiaia per i commercianti, come combinarla con la Naspi

Tra i dubbi dei commercianti è se c’è la possibilità d combinare la pensione di vecchiaia con l’idennità della Naspi.

Naspi e pensione di vecchiaia per i commercianti (foto Adobestock)
Naspi e pensione di vecchiaia per i commercianti (foto Adobestock)

Partiamo spiegando cosa è la Naspi per quelli che non la conoscessero. Si tratta di una indennità che lo stato concede ai lavoratori dipendenti che perdono il posto di lavoro non volontariamente. Questa può essere riconosciuta per un massimo di 24 mesi, ma la durata è in funzione di quanti contributi sono stati versati nei 4 anni precedenti.

La Naspi spetta solo al lavoratore dipendente che cessa l’attività indipendentemente dalla sua volontà, quindi licenziamento o scadenza di contratto. Invece teoricamente i commercianti, avendo partita IVA non hanno diritto a questa copertura, in quando non dipendente. Ma nel caso in cui cessi l’attività commerciale, esiste la possibilità di un indennizzo che riempia il gap tra la chiusura e l’avvio della pensione.

NASPI per i commercianti, come richiederlo

Naspi e pensione di vecchiaia per i commercianti (foto Adobestock)
Naspi e pensione di vecchiaia per i commercianti (foto Adobestock)

L’indennizzo prevede una somma di 516 euro mensili per un massimo di 13 mesi o fino all’avvio della pensione di vecchiaia. Ma come accedere? Per farlo è necessario innanzitutto che l’attività cessi del tutto, riconsegnando al comune la licenza di vendita. Successivamente l’impresa va cancellata dall’apposito registro della Camera di Commercio e dal ruolo provinciale.

Una volta espletate queste pratiche burocratiche deve risultare presso gli enti previdenziali un versamento di almeno 5 anni di contributi allla Gestione Separata, aver compiuto 62 anni per gli uomini e 57 per le donne.

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Ci sono però delle specificazioni, per poter aver accesso a questa indennità di accompagnamento. L’attività infatti deve essere una vendita al minuto e non all’ingrosso o di commercio online. Impossibile accedervi nel caso si faccia commercio itinerante, mentre gli agenti di commercio e chi somministra bevande o alimenti ne può approfittare.

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L’età massima per la pensione di vecchiaia è di 67 anni, ma nei 13 mesi antecedenti, al massimo, è quindi possibile sfruttare questo scivolo una volta terminata del tutto la propria attività di commercio.