Vaccini, la Regione Lazio sotto attacco: “Non ci resta che pagare”

Nicola Zingaretti ha parlato di un “attacco terroristico senza precedenti” riferendosi all’attacco hacker che ha colpito il Ced del Lazio.  Le prenotazioni al vaccino, per ora, sono sospese. 

Stiamo difendendo in queste ore la nostra comunità da questi attacchi di stampo terroristico. Il Lazio è vittima di un’offensiva criminosa, la più grave mai avvenuta sul nostro territorio nazionale. E’ comparsa solo una pagina con un invito a contattare il presunto attaccante, ma è nostra intenzione non avviare nessuna interlocuzione con chi ha attaccato il sistema. Non tratteremo con gli interlocutori che ci stanno attaccando. Le autorità stanno lavorando alle indagini”. A dirlo, è stato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti in conferenza stampa intervenendo sull’attacco hacker che ha coinvolto il Ced regionale del Lazio.

Leggi anche: Come fare la lista nascita su Amazon: trucchi e segreti

L’attacco ha portato alla disattivazione dei sistemi, compresi quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale. Sono stati bloccati quasi tutti i file del Ced ed è stato colpito quasi tutto il mondo virtuale delle installazioni della Regione. Attualmente tutte le ipotesi sulla matrice dell’attacco sono al vaglio degli investigatori, ma non è dato ancora sapere la definizione dell’attacco.

Leggi anche:  Jennifer Lopez e Ben Affleck a Capri: quanto costa il loro yacht

Prenotazioni sospese

“La campagna vaccinale va avanti, è solo sospesa la prenotazione fino a nuovo ordine“, ha proseguito Nicola Zingaretti, smentendo che sia stata avanzata una richiesta di riscatto. “È solo un’ipotesi investigativa che nasce dal fatto che questo genere di cyber attacchi prelude appunto a una richiesta di riscatto o alla vendita all’asta dei codici sulle dark room”. Vittorio Gallinella, direttore dei sistemi infrastrutturali di LazioCrea, ha invece riferito: “Stiamo decrittando, è la controffensiva al malware, è l’unico modo per evitare riscatti o simili, ma ci vuole tempo e ci vorranno settimane di lavoro per uscirne, dobbiamo esportare interi database ma a settori”.

Secondo quanto riferito Agi, il virus avrebbe infettato sia le aree di produzione che quelle di backup dei dati. “Si tratta di uno degli scenari peggiori possibili perché, se confermato, alla Regione non resterebbe altro che pagare il riscatto”, scrive l’agenzia riferendo anche di una richiesta di Bitcoin. Secondo altre fonti l’attacco non avrebbe portato ancora a una richiesta di riscatto per sbloccare i dati, come riporta l’Adnkronos.