Fatti due calcoli di quanto spendi in acqua minerale. Puoi averla gratis nel rubinetto di casa. Il costo del depuratore è al 50 % a carico dello Stato

Con il bonus acqua potabile sarà più semplice mettere in casa impianti di depurazione dell’acqua e risparmiare sulle bottiglie d’acqua al supermercato.

Il bonus acqua potabile 2021 è un’agevolazione del 50% sulla spesa di acquisto e installazione di impianti per la depurazione, mineralizzazione, raffreddamento e aggiunta di anidride carbonica alimentare nell’acqua di casa. Il bonus permette quindi di installare impianti per produrre in casa acqua potabile con uno sconto del 50% detraibile come credito d’imposta. La misura è nata dalla volontà di evitare lo spreco dell’acqua e, soprattutto, di abbassare il consumo di plastica delle bottiglie d’acqua al supermercato. Considerando quanta acqua alimentare si acquista ogni settimana, l’investimento a lungo andare è molto vantaggioso.

Leggi anche: Partita Iva, quanto cosa e quale regime conviene scegliere

Il bonus acqua potabile 2021 è disponibile per chiunque abbia effettuato i lavori di installazione. Per riceverlo è necessario inviare la richiesta per via telematica all’Agenzia delle Entrate tra i 1 febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui si è sostenuta la spesa. La richiesta deve contenere tutte le informazioni relative all’ammontare della spesa nell’anno d’imposta e i dati del beneficiario. Per quanto riguarda il bonus acqua potabile 2021, quindi sulle spese sostenute tra i 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, il calcolo deve essere fatto in maniera autonoma. Bisogna ricordare però che la spesa non può essere superiore a 1.000 euro per una persona fiscale, e non può essere superiore a 5.000 euro per gli altri soggetti.

Leggi anche: Quanto guadagna davvero chi smette di fumare

Per la sicurezza dell’operazione, la spesa dovrà essere dimostrata tramite prove documentarie. Perciò è bene conservare la ricevuta elettronica o il documento commerciale legato alla spesa, inoltre il pagamento deve avvenire in una forma tracciabile. Sul documento deve essere riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il credito. I soggetti esonerati dall’emissione della fattura elettronica emetteranno la fattura in formato cartaceo, in cui dovrò essere riportato il codice fiscale del beneficiario del bonus.