Sanatoria edilizia, cosa devi sapere per pagare il giusto e stare tranqullo

La sanatoria edilizia prevede la possibilità di mettere in regola un edificio con vizi di autorizzazioni e di costruzione: come funziona e quanto costa.

Sanatoria edilizia (foto Adobestock)
Sanatoria edilizia (foto Adobestock)

Con il termine sanatoria edilizia si individua un atto amministrativo con cui vengono cancellate le sanzioni dovute per un comportamento illecito in materia edilizia. In pratica si richiede la sanatoria dopo una modifica ad un immobile di cui non è stato rilasciato il titolo abitativo.

Ovviamente non bisogna confonderla con il condono, che tratta un abuso edilizio legato alla violazione del piano regolatore. Le sanatorie riguardano quindi interventi che rispettano le norme, ma che sono privi del titolo abitativo, mentre il condoni intervengono nel caso di una illegittimità di base, che permane comunque anche in presenza di un titolo abitativo.

In sintesi, mentre una sanatoria è sempre possibile, i condoni rappresentano una misura eccezionale, una tantum.

Quanto costa una sanatoria in Italia

Sanatoria edilizia (foto Adobestock)
Sanatoria edilizia (foto Adobestock)

Quanto costa una sanatoria in Italia? Innanzitutto va calcolata la parcella per il geometra, che varia tra i 600 e i 1400 euro. Una sanatoria edilizia con richiesta di CILA in corso d’opera ha un costo a partire da 333,333 euro, mentre quella con richiesta di SCIA, sempre in corso d’opera, parte da 516 euro. Una sanatoria invece con CILA, ma a lavori ultimati, parte da 1000 euro. Sempre una sanatoria con SCIA, ma a lavori ultimati costa 1000 euro.

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Quando deve essere presentata? Certamente prima di incorrere in sanzioni: nel caso di un abuso si auto costituisce in modo da non incappare nella punizione prevista. Per questo conviene provare a farlo il prima possibile e comunque a lavori in corso o ultimati. Nel primo caso il prezzo da pagare, come multa, è più basso. In realtà si può richiedere la sanatoria una volta che è stata effettuata l’ammenda, ma non oltre i 90 giorni dall’accertamento dell’illecito.

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I tempi di accettazione sono quelli standard e corrispondono a 60 giorni, va ricordato che comunque esiste la regola del silenzio-dissenzo: se l’amministrazione non si esprime nei tempi dovuti la pratica è rigettata, ma è sempre possibile effettuare comunque ricorso. Naturalmente serve un tecnico abilitato, dunque un geometra, un architetto o un ingegnere che siano abilitati e naturalmente, perché la domanda sia accolta, è necessario possedere il requisito della doppia conformità sia dal punto di vista edilizio che del piano regolatore.