Aiuti durante la pandemia, ora il Fisco presenta il conto: istruttorie e controlli per tutti

Per ovviare al problema della tax gap, il Governo ha studiato delle soluzioni per il prossimo triennio 2021-2023. 

Si chiama “tax gap” ed è qualcosa di cui il Fisco è ben conscio. Il tax gap, detto anche perdita di gettito, indica una stima dell’evasione fiscale indicando la differenza tra le imposte che vengono incassate dalle amministrazioni fiscali e quelle che si incasserebbero in un regime di adempimento spontaneo alla legislazione esistente. Alle basi del tax gap c’è chiaramente l’evasione fiscale, fenomeno in Italia molto diffuso che ha rappresentato, da sempre, un problema per le casse dello Stato.

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Secondo uno studio condotto dalla società inglese Tax Research LLP, nel 2019, l’Italia sarebbe il primo paese per evasione fiscale in Europa, con circa 190 miliardi di euro di tasse evase. Il tax gap dell’Italia si attesta secondo gli studi al 23,28%. Dunque, facendo un calcolo, per ogni euro riscosso dal fisco italiano si perdono 23 centesimi in evasione fiscale. Incidono sul fenomeno anche errori di calcolo da parte dei professionisti e dei lavoratori autonomi.

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Le soluzioni per il prossimo triennio

Per ovviare al problema della tax gap, il Governo ha studiato delle soluzioni per il prossimo triennio 2021-2023. Secondo quanto previsto dal Pnrr, il divario dovrà essere diminuito entro il 2023 del 5% rispetto al dato del 2019. Per ridurre dunque l’evasione fiscale, bisognerà migliorare la qualità dei controlli. Dunque: ottimizzare i dati; perfezionare le tecniche di analisi e valutazione del rischio di non compliance;  monitorare i comportamenti dei soggetti ad elevata pericolosità fiscale.

Sono tre le linee d’azione indicate. La prima riguarda il miglioramento della qualità dei controlli fiscali, soprattutto sull’indebita fruizione delle agevolazioni previste per fronteggiare la crisi provocata dall’emergenza epidemiologica. La seconda consiste nel monitorare i contribuenti già verificati, per monitorare il livello di fedeltà fiscale che il soggetto verificato decide di assumere dopo il controllo subito. La terza consiste nel rafforzare l’efficacia della riscossione, migliorando le tecniche di analisi dei debiti per indirizzare l’attività di riscossione in modo prioritario sia verso i debitori considerati più solvibili.