Recupero crediti aggressivo, tutte le affermazioni e le minacce a cui non devi credere

Ci sono situazioni in cui un operatore di recupero crediti poco serio possa arrivare a minacciare un debitore. Il comportamento va contro ogni etica ed è spesso solo un tentativo di truffa.

recupero crediti aggressivo

Una agenzia di recupero crediti ha il compito di ottenere il pagamento di debiti contratti da un soggetto privato con un’impresa. Tale attività deve essere svolta nel rispetto dei diritti della persona, senza ledere alla sua libertà e alla sua privacy, per questo motivo ogni tentativo di minaccia o estorsione è da considerarsi illegale e un comportamento scorretto. Gli agenti delle agenzie di recupero crediti hanno un ruolo di semplice intermediazione tra il consumatore e l’azienda con cui questi ha contratto il debito. La loro attività deve essere compiuta con professionalità, cosa che esclude in maniera categorica minacce o vessazioni nei confronti del debitore.

Leggi anche: Fine del lavoro a 56 anni, così cambieranno le pensioni

Una attività di recupero crediti, ad esempio, deve interrompersi qualora il debitore dimostri con la dovuta documentazione la pendenza di una contestazione del credito o di aver attivato una procedura di conciliazione. Esistono tuttavia delle società poco serie che sfruttano la propria posizione e la poca dimestichezza delle persone con questo tipo di attività per farsi dare somme di denaro di debiti inesistenti. La prima cosa da fare quando si viene contattati da una società di recupero crediti è verificare la reale esistenza del debito. Spesso queste società di affidano a messaggi molto semplici, mandati per e-mail o messaggi, oppure a telefonate in cui si fa riferimento a un debito in maniera vaga e generale, in maniera simile alle telefonate dei call center delle compagnie telefoniche per proporre le loro offerte.

Leggi anche: Improvvisamente 600 euro in meno, così l’INPS tradisce gli italiani

recupero crediti aggressivo

Comportamenti di questo tipo sono totalmente illegittimi, così come lo è minacciare un privato di sanzioni, spesso inventate di sana pianta. Ecco alcuni esempi di minacce spesso credute vere, ma che sono in realtà illegittime.

  • Non è vero che il mancato pagamento del debito può comportare il carcere, in quanto si tratta di un inadempimento di natura civilistica;
  • Non è vero che può portare alla dichiarazione di fallimento. Per quella è necessaria una procedura giuridica a parte;
  • Non è vero che il mancato pagamento può portare al pignoramento dei beni o dello stipendio, anche in questo caso è necessaria un’approvazione giuridica;
  • Non è vero che si rischia di essere iscritti alla banca dati dei cattivi pagatori, questo accade solo se il debito è stato contratto con una banca.