Risarcimento per errore medico, tutti i passi da compiere per ottenerlo

Nel caso in cui sei stato vittima di un errore medico, puoi chiedere un risarcimento. Ecco come e quali sono i passi da compiere. 

Per errore medico si intende quella serie di fattori che intervengono in un processo sanitario di diagnosi e di cura e che produce un danno alla salute del paziente. La responsabilità medica dell’errore può dipendere dalla qualità tecnica della prestazione del medico e quindi essere riferita ad una responsabilità umana; oppure, può essere imputata all’organizzazione e alla struttura ospedaliera, quindi ai percorsi di diagnosi, cura ed assistenza. L’errore del medico può essere involontario e colposo e verificarsi per imprudenza, negligenza oppure imperizia.

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In quest’ultimo caso, si intende la scarsa preparazione professionale e la scarsa competenza tecnica, oppure la mancata aderenza ai protocolli. La negligenza, invece, si verifica quando si commette un danno per disattenzione o trascuratezza, pur seguendo tutti i protocolli. Si parla di imprudenza quando si procede senza cautela senza assumere le necessarie misure per non provocare il danno. In questi tre casi, si parla di colpa generica. Si parla, invece, di colpa specifica quando l’errore è determinato dalla violazione disposizioni normative, configurandosi l’inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

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Cosa fare 

La prima cosa da fare, se ritieni di essere stato vittima di un errore medico, è rivolgersi ad uno Studio Legale specializzato in malasanità. Potrà aiutarti a comprendere se si tratta davvero di un errore sanitario e quantificherà il danno che hai ricevuto. Un Avvocato esperto di responsabilità sanitaria, con l’ausilio dei propri Consulenti di fiducia, potrà occuparsi dell’iter che prende in considerazione tutti gli aspetti giuridici della vicenda. Accertare un errore medico-sanitario, infatti, non è così semplice come sembra. Questo è, in linea generale, una deviazione da una regola di condotta. Si verifica quando il sanitario compie una azione difforme da quella prevista dalla normativa oppure quando non agisce secondo un ordine giuridico. Le regole di condotta sono da ricercarsi nelle “linee guida” elaborate da enti e società scientifiche, iscritte in apposito elenco tenuto dal Ministero della salute. Un altro vademecum di riferimento è dato dalle “buone pratiche clinico-assistenziali”.