Assicurazione sanitaria per le cure oncologiche, cosa si può fare davvero

Per gli ex malati oncologici, può essere difficile sottoscrivere o mantenere una copertura assicurativa per le malattie. Tuttavia, la polizza a vita è spesso richiesta come garanzia accessoria per accedere a mutui o finanziamenti. 

La domanda è se gli ex malati di cancro abbiano diritto all’assicurazione sulla vita. Ebbene, la risposta è sì. Se, infatti, in passato, si riteneva che i malati oncologici avessero pochissima aspettativa di vita e, quindi, non potessero in qualche modo rientrare nella polizza a vita, oggi i progressi medici e della scienza sembrano aver allungato le aspettative di vita. Spesso gli ex malati di cancro, incontrano difficoltà nell’ottenere una copertura assicurativa, in quanto la patologia pregressa viene considerata motivo di esclusione. Tuttavia, il mancato accesso rappresenta un diritto negato e diventa motivo di discriminazione sociale.

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Un problema sollevato negli anni dalla F.A.V.O. , la Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, che nel 2017 ha rappresentato al Senato il nono “Rapporto sulla condizione assistenziale del malati oncologici”. “Quella dei guariti o dei lungo-sopravviventi oncologici è una cifra destinata ad aumentare visto che nel nostro Paese più della metà dei malati guarisce in modo definitivo e il 27 per cento delle persone che hanno avuto una neoplasia nel corso delle loro esistenza hanno un’aspettativa di vita simile a quella di chi non ha mai sofferto di una malattia oncologica“, ha sottolineato di recente Francesco De Lorenzo, presidente FAVO, in occasione della 12esima Giornata nazionale del malato oncologico.

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Gli aspetti da considerare

Tra i vari aspetti che appartengono al ritorno alla normalità di un ex malato di cancro c’è proprio la difficoltà di accesso alle polizze assicurative private. Qualcosa, però, sembra essere cambiato. “Le compagnie assicuratrici, anche grazie alle sollecitazioni del volontariato oncologico, hanno preso atto del mutato scenario e dell’aumentata curabilità di diversi tipi di patologie tumorali adeguando la loro offerta assicurativa alla condizione di “guariti dal cancro”, che hanno un’aspettativa di vita analoga alla popolazione cosiddetta sana”, aggiunge Elisabetta Iannelli, avvocato e segretario FAVO. Oggi, l’accesso ai prodotti assicurativi da parte dei richiedenti avviene all’esito di un esame sul singolo caso, che consente, grazie a un’analisi individualizzata, un’analisi più dettagliata della situazione.

Come funziona 

La valutazione dell’ex malato è effettuata sulla base di parametri oggettivi, dettagliati e aggiornati che permettono di calcolare l’assunzione del rischio di potenziali clienti, con pregressa diagnosi oncologica. A seconda della classe di rischio attribuita all’ex paziente, la compagnia formula un’offerta apposita per il singolo caso. Il contratto viene stipulato in un periodo in cui il rischio per la salute è maggiore. Il premio diminuisce in occasione dei rinnovi successivi, fino a diventare assimilabile a quello riservato alla popolazione cosiddetta sana.