Imu e Tari in alcuni casi puoi pagare la metà, o non pagare nulla

L’Imu e Tari sono imposte sulle abitazioni. Ci sono casi in cui puoi non pagarle oppure pagarle la metà. Ecco quali. 

L’Imu e la Tari sono due tributi locali che milioni di contribuenti italiani sono chiamati a pagare annualmente. L’Imu è l’Imposta Municipale Unica, mentre la Tari è la Tassa sui Rifiuti. La prima è un’imposta mentre la seconda è una vera e propria tassa. L’imposta si configura come un tributo generico, che i contribuenti sono chiamati a pagare. La tassa invece è il corrispettivo che il contribuente deve pagare per un servizio ricevuto che può essere personale o di pubblica utilità.

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L’Imu si versa sulle proprietà immobiliari e ha inglobato la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili. La Tari invece è la tassa sui rifiuti che devono versare i proprietari immobiliari. Le tariffe sono differenti in base alla zona di residenza, alle dimensioni degli immobili e alla composizione del nucleo familiare. Tra le eccezioni più note al pagamento del tributo c’è l’esenzione dell’Imu sulle prime case, quelle dove un contribuente ha la propria residenza ( a meno che la casa non sia censita in catasto come casa di lusso, casa signorile, villa o castello, cioè nelle categorie catastali A/1, A/8 ed A/9). La Tari, invece, si paga anche sulle prime case. Le seconde case invece sono assoggettate al pagamento dell’Imu. Entrambi i tributi, però, possono subire una riduzione.

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I casi di pagamento dimezzato 

Secondo quanto previsto dai regolamenti dei diversi comuni, rientrano nella possibilità di pagamento dimezzato dell’Imu relativo alla seconda casa:

  • case inagibili o inabitabili: prevista la riduzione del 50% della base imponibile da dichiarare ai fini Imu;
  • immobili storici e artistici: prevista la riduzione del 50% a prescindere dall’utilizzo come altra abitazione disponibile, o dalla concessione in affitto o in comodato a terzi;
  • case affittate con canone concordato: prevista riduzione al 75%;
  • abitazioni in comodato a figli o genitori: è prevista la riduzione del 50% solo se il comodante ha una sola abitazione e risiede nello stesso Comune;
  • abitazioni di soggetti non residenti in Italia: da quest’anno, grazie alla Legge di Bilancio 2021, chi non è residente in Italia, ma è titolare di pensione nello Stato di residenza, può beneficiare del dimezzamento dell’Imu e della riduzione di due terzi della Tari. Ma per una sola abitazione non locata e non concessa in comodato.

I casi di esenzione

L’esenzione sull’Imu si applica invece sull’ex casa coniugale, se assegnata al genitore affidatario dei figli che ha ottenuto un provvedimento dal giudice . Il genitore affidatario può beneficiare dell’esenzione per abitazione principale. L’esenzione totale della Tari è prevista per le case considerate disabitate. La normativa sulla Tari, infatti, esclude totalmente dalla tassa i locali e le aree inutilizzabili. L’inutilizzabilità dell’immobile deve essere verificabile in modo oggettivo. Ad esempio, non devono esserci collegamenti alla rete elettrica, idrica e fognaria. Per sapere se si può rientrare casi di agevolazione o di esenzione, è necessario verificare i regolamenti pubblicati sui siti dei singoli Comuni. Inoltre, occorre presentare al Comune la relativa dichiarazione riguardante le imposte entro il 30 giugno dell’anno successivo.