Cartelle esattoriali, torna il Fisco e vuole recuperare il tempo perduto. Ma puoi difenderti subito e bene, ecco come

Il 31 agosto è arrivato lo stop alla sospensione dell’invio degli avvisi ed accertamenti fiscali, congelati da marzo 2020, ma si può evitare.

Aiuti di Stato

La ripresa delle attività dell’ex Equitalia infatti farà riprendere la riscossione coattiva ferma da marzo 2020. Questo comporta il rischio per stipendi e pensioni, visto che parte il sistema dell’ingiunzione fiscale senza che il governo abbia preso una qualche misura nonostante i gravi problemi economici che stiamo ancora vivendo. Saranno quindi colpiti tutti, sia partite IVA, che lavoratori e pensionati, pubblici e privati. Stipendi, pensioni e compensi potranno essere assaltati per i mancati incassi della Riscossione, quindi tutte le conseguenze arriveranno a cascata, ipoteche, fermi amministrativi e pignoramenti.

Queste procedure vengono anticipate dalla notifiche emessa dalla Riscossione della cartella esattoriale minimi un anno prima. L’intimazione al pagamento impone un periodo di 5 giorni per pagare l’importo in ingiunzione, ma si può disporre comunque di una richiesta di rateizzazione delle somme a debito o presentare una richiesta di sospensione legale.

Dal primo settembre dunque riprende l’attività dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con l’invio delle notifiche delle nuove cartelle di pagamento posticipate per gli effetti della pandemia. Partiranno inoltre gli avvisi di accertamento esecutivo, e gli addebiti INPS, i pignoramenti delle cartelle oggetto della sospensione e la riattivazione delle procedure cautelare del fermo amministrativo, nonché delle ipoteche.

Saranno inoltre ripristinate le verifiche per i pagamenti superiori a 5mila euro. In caso di debiti erariali, sarà fermato il pagamento fino a recupero dell’importo dovuto.

Cartelle esattoriali in arrivo, come evitare la catastrofe scadenza rata rottamazione ter

Infatti per chi si trova a dover saldare in un’unica soluzione entro il 30 settembre può richiedere la rateizzazione. Data la situazione di grande difficoltà economica può essere chiesta una dilazione per un periodo massimo di 6 anni e in caso di grosso dissesto economico si può allungare la richiesta fino a 10 anni.

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La richiesta può essere presentata online per debiti fino a 100mila euro, accedendo al servizio rateizza adesso, presente nell’area riservata. Se il peso della cartella esattoriale è tale da superare il 20% del totale, si può chiedere una rateizzazione in 120 rate a 10 anni, ma questo va confermato tramite presentazione ISEE.

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C’è inoltre una possibile sorpresa. All’interno del governo stanno proponendo la partenza di una rottamazione quater. Questa però potrebbe non essere immediata e partire a 2022 inoltrato.