Cane di famiglia ucciso da un altro cane, quale importo ha deciso il giudice a titolo di risarcimento

Un cane uccide un altro piccolo cane e il giudice emette una sentenza in cui avvia il risarcimento per un danno non patrimoniale.

Volpino (foto Adobestock)
Volpino (foto Adobestock)

Infatti il danno patrimoniale va risarcito perché il cane è un vero compagno di vita, almeno così lo ha interpretato il giudice. Nel momento in cui si spezza anticipatamente una relazione durevole con il padrone minorenne questo legame è ancora più forte. Il tribunale di Novara ha organizzato la normativa e la giurisprudenza in materia di perdita dell’animale di affezione, ravvisando una tutela costituzionale nel rapporto uomo-animale. Il cane di razza infatti viene considerato una res di proprietà e quindi va risarcito il valore economico che non è equivalente al bene materiale.

Una volta fallita la conciliazione tra le parti, il tribunale ha condannato il padrone di un rottweiler a risarcire il danno patrimoniale al proprietario del volpino aggredito fino alla morte da parte del molosside. Il giudice ha stabilito un risarcimento di 4000 euro, argomentando la sentenza di 15 pagine depositata lo scorso 26 agosto con la sussistenza del danno arrecato ad una relazione affettiva durevole negli anni con il volpino acquistato come regalo per il figlio, con pieno inserimento nel progetto di vita familiare, interrotto bruscamente con la morte nel 2014.

Rottweiler uccide volpino: 4mila euro di risarcimento

Volpino (foto Adobestock)
Volpino (foto Adobestock)

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La sentenza arriva dunque 6 anni dopo quanto accaduto. Il fatto è stato ricostruito dalla difesa: il volpino si trovava sul terreno di proprietà del padrone e aveva raggiunto la strada senza guinzaglio e museruola. Purtroppo si è avvicinato al molosside in modo amichevole, ma subito ha iniziato a digrignare i denti ed abbaiare, così da provocare la reazione del rottweiler che scattava in maniera repentina impedendo al suo proprietario di intervenire in tempo.  Lo scatto, secondo la difesa, è stato fortuito e imprevedibile, dipeso dalla provocazione del cane di piccola taglia e questo non prevedrebbe alcun tipo di risarcimento.

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La tesi non è stata accolta dal giudice, che ha respinto sia la provocazione che il caso fortuito. Determinante è stata la testimonianza oculare di una persona, che ha ribaltato la ricostruzione, attribuendo al molosside l’iniziativa e ribadendo che il volpino si trovava ancora nella parte di pertinenza privata. Per questo il tribunale ha deciso per il risarcimento del danno non patrimoniale, anche se di fuori dai casi di danni conseguente a reato, aggiungendo il trauma infantile del piccolo proprietario e tutte le spese veterinarie sostenute per tentare di salvare l’animale