Imu quasi raddoppiata, ecco perchè la riforma del catasto rischia diventa una patrimoniale nascosta

Il governo Draghi sta preparando in questi giorni una nuova riforma del catasto. Le indiscrezioni su questa riforma fanno pensare a pesanti ripercussioni sui conti dei cittadini.

riforma catastale draghi

I cambiamenti portati dalla nuova riforma del catasto del Governo Draghi andrebbe a minacciare seriamente le tasche degli italiani, visto che a subire le conseguenze di questa riforma saranno i parametri sia dell’ISEE che della Tari. Il passaggio delle vecchie rendite catastali ai valori di mercato, così come quello dei vani al metro quadro, porterebbe a un’impennata dell’Imu sulle seconde case, con conseguente aumento del valore Isee. Indiscrezioni parlano di un incremento dell’Imu sulla seconda casa del 128% e un aumento fino a 4 volte superiore dell’Isee. In questo modo molte famiglie si troverebbero fuori dai parametri per bonus e aiuti sociali.

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L’aumento dei vani al metro quadro potrebbe poi portare a un incremento significativo della Tari, dato che viene calcolata sull’80% della superficie catastale lorda. Ancora pochi comuni hanno fatto una revisione di queste superfici imponibili, basando il totale della Tari sulle autodichiarazioni dei rispettivi proprietari, che senza un correttivo verrebbero tutte rimesse in discussione. Prima di procedere in questa definizione, quindi, sarebbe meglio cercare di attuare dei correttivi in grado di abbassare le aliquote e smorzare gli effetti negativi del passaggio senza danneggiare le categorie più deboli. Nonostante le conseguenze e la grande paura, tuttavia, il governo Draghi non ha intenzione di cambiare strada: lo stesso premier cita la riforma del catasto come cardine dell’attuazione del Recovery Plan.

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La riforma sta subendo quindi anche delle forti spinte da parte dell’UE. Nel pratico, tuttavia, in cosa consiste questa riforma? La riforma del catasto verte principalmente su tre punti:

  • La rivalutazione dei valori catastali, con il passaggio dalle rendite ai valori medi di mercato: questi vengono calcolati applicando un algoritmo ai valori calcolati ogni 6 mesi dall’Omi (l’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate);
  • Calcolo del valore dell’immobile coi metri quadri e non col numero dei vani;
  • Semplificazione delle categorie catastali: non più signorili, civili, economiche e popolari (rispettivamente A1, A2, A3, A4), ma solo immobili ordinari (O) e speciali (S).

L’Imu e l’Isee sono calcolati, tra le altre cose, anche sul valore catastale rispettivamente della seconda e della prima casa. Con il cambiamento dei parametri di misurazione del valore catastale, anche queste due voci aumenterebbero esponenzialmente.