Irreperibili o residenti all’estero, il Reddito di Cittadinanza arriva lo stesso a chi lo chiede. E non è finita qui

Un’indagine bresciana ha portato alla luce 89 nuovi furbetti del reddito di cittadinanza, mentre un migliaio sono finiti nel mirino. 

Sono 89 persone le persone ritenute responsabili di aver dichiarato il falso nella documentazione utilizzata per richiedere il reddito di cittadinanza, in un’indagine condotta dal comando provinciale carabinieri di Brescia, in collaborazione con la Direzione Provinciale dell’Inps di Brescia e il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Brescia. Dopo approfonditi controlli, è emerso che i soggetti in questione percepivano il sussidio illecitamente da circa un anno e mezzo. Alcuni erano sottoposti a misure cautelari personali, altri proprietari di autoveicoli, altri ancora percettori di un reddito da lavoro dipendente con regolare contratto a tempo determinato, altri risultavano irreperibili sul territorio nazionale. C’è anche chi non ha presentato modelli ISEE attestanti informazioni non vere in relazione alla situazione reddituale e patrimoniale.

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La cifra complessiva percepita illecitamente ammonta a circa 500mila euro. I carabinieri hanno immediatamente avviato la procedura per sospendere l’erogazione dei benefici, ma la storia potrebbe non essere finita qui. Già, perché sono ancora in corso approfondimenti sulla posizioni di circa 1000 persone nel corso della maxi inchiesta bresciana. Nel mirino ci sarebbero almeno altre mille persone che non avrebbero dichiarato la verità nelle autocertificazioni. I controlli incrociati, che arrivano anche all’estero, nelle prossime settimane potrebbero portare alla luce molti altri furbetti del reddito.

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Un tema che divide

Del resto, quello del reddito di cittadinanza è un tema che divide la maggioranza di governo. Da una parte c’è il Movimento 5 stelle che non ha alcuna intenzione di rinunciarvi; dall’altra c’è il centrodestra che, insieme a Italia Viva, vorrebbe abolirlo del tutto. Proprio negli ultimi giorni sono arrivate le dichiarazioni del premier Mario Draghi al riguardo, che si è sempre tenuto alla larga. “Come lei evidenzia nella tesi il Reddito di cittadinanza è il più recente in una lunga serie di interventi volti a sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione in Italia. È ispirato a valori costituzionali, come l’eguaglianza e la solidarietà politica, economica e sociale”, scrive il presidente del Consiglio. “Tuttavia si tratta di uno strumento che, come lei sottolinea, ha alcuni limiti, soprattutto per quanto riguarda le politiche attive del lavoro“, precisa Draghi. Insomma, una misura di eguaglianza ma con dei limiti. Peccato che le truffe siano sempre più all’ordine del giorno!