Corridoi e piccoli disimpegni conteggiati come stanza, perchè la riforma del Catasto può diventare un incubo

Come ogni anno, in questo periodo il Consiglio dei Ministri si riunisce per approvare la Nadef, per definire le linee guida della manovra di finanza pubblica di fine anno. Ecco le novità.

nadef e catasto

La Nadef, ovvero la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, è un documento che viene varato in estate e poi discusso e, possibilmente, approvato nel primo periodo autunnale. La nota serve a stabilire per sommi capi quali saranno le i margini entro cui muoversi per la manovra di finanza pubblica di fine anno. Quindi per quanto riguarda il debito pubblico in rapporto al Prodotto Interno Lordo (PIL) e il livello del deficit del bilancio dei tre anni successivi. Quest’anno la manovra si incentrerà sulla riforma del Catasto, con il passaggio di del calcolo dei vani ai metri quadri.

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Il passaggio dei vani ai metri quadri per la misurazione degli immobili potrebbe portare a un incremento significativo della Tari, dato che viene calcolata sull’80% della superficie catastale lorda. Ancora pochi comuni hanno fatto una revisione di queste superfici imponibili, basando il totale della Tari sulle autodichiarazioni dei rispettivi proprietari, che senza un correttivo verrebbero tutte rimesse in discussione. Prima di procedere in questa definizione, quindi, sarebbe meglio cercare di attuare dei correttivi in grado di abbassare le aliquote e smorzare gli effetti negativi del passaggio senza danneggiare le categorie più deboli. Nonostante le conseguenze e la grande paura, tuttavia, il governo Draghi non ha intenzione di cambiare strada: lo stesso premier cita la riforma del catasto come cardine dell’attuazione del Recovery Plan.

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La riforma sta subendo quindi anche delle forti spinte da parte dell’UE. Nel pratico, tuttavia, in cosa consiste questa riforma? La riforma del catasto verte principalmente su tre punti:

  • La rivalutazione dei valori catastali, con il passaggio dalle rendite ai valori medi di mercato: questi vengono calcolati applicando un algoritmo ai valori calcolati ogni 6 mesi dall’Omi (l’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate);
  • Calcolo del valore dell’immobile coi metri quadri e non col numero dei vani;
  • Semplificazione delle categorie catastali: non più signorili, civili, economiche e popolari (rispettivamente A1, A2, A3, A4), ma solo immobili ordinari (O) e speciali (S).

L’Imu e l’Isee sono calcolati, tra le altre cose, anche sul valore catastale rispettivamente della seconda e della prima casa. Con il cambiamento dei parametri di misurazione del valore catastale, anche queste due voci aumenterebbero esponenzialmente.