iGuzzini a Macerata, addio italiani, arrivano gli svedesi: 103 lavoratori licenziati tutti insieme

Sindacati in fermento a Recanati, provincia di Macerata, dove la storica azienda iGuzzini ha previsto il licenziamento in blocco di 103 dipendenti.

licenziamenti iguzzini

La storica azienda iGuzzini Illuminazione è un’impresa molto importante nella zona di Recanati, in provincia di Macerata, un’azienda che da lavoro a molte persone nei suoi stabilitimenti. Fondata nel 1959 dalla famiglia Guzzini, l’azienda è parte integrante del territorio e si è sviluppata moltissimo anche su scala europea in tutti i suoi anni di attività. Da agosto 2021, tuttavia, nel consiglio di amministrazione dell’azienda non c’è più neanche un membro della famiglia fondatrice e l’iGuzzini Illumanzione è ora parte del gruppo svedese Fagerhult, che, con la prospettiva di una maggiore presenza dell’azienda in Canada, ha deciso di licenziare 103 dipendenti, 82 del settore impiegatizio e 21 operai.

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La decisione dell’azienda, esposta tramite una lettera alle organizzazioni sindacali territoriali e all’assessorato regionale delle Politiche del lavoro, è stata dettata dalla volontà del gruppo Fagerhult di espandersi maggiormente all’estero, visto che il mercato italiano rappresenta ora come ora appena il 18% del fatturato dell’azienda. Oltre a questo c’è stato il problema della pandemia, che ha colpito iGuzzini esattamente come tutte le altre imprese italiane, portando i dirigenti a prendere delle decisioni drastiche. I sindacati si sono immediatamente mossi contro la decisione del consiglio di amministrazione di iGuzzini. Marcello Bracalente, della Filctem CGL Macerata, chiede la revoca della procedura di licenziamento l’apertura di un tavolo di negoziati per valutare il ricorso a altri ammortizzatori sociali. Questo perché, secondo Bracalente, per l’azienda c’era una prospettiva di ammortizzatori sociali covid fin dall’inizio dell’anno.

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L’abbassamento del fatturato dell’azienda, complice la pandemia, e la volontà di spostarsi sempre più verso il mercato estero ha portato l’azienda a preferire di diminuire la sua azione in Italia, concentrandosi maggiormente su zone più redditizie. Dal 2019 al 2020 l’azienda è passata da 238 milioni di euro di fatturato a 190 milioni, cosa che ha portato a dover prendere delle decisioni per rimanere competitivi. Ovviamente il licenziamento in blocco non è stato ben visto e si prospetta una lotta lunga tra il consiglio di amministrazione e i sindacati sul territorio che cercheranno di salvare il posto o quantomeno di ottenere delle tutele per i lavoratori licenziati.