Terza età a rischio: perché potremmo non permetterci l’assistenza di una badante

Quanto costa e quali documenti servono per assumere una badante in regola, con contratto part-time, full-time, convivente e non. Cosa sapere e costi.

Badante (Foto Adobestock)
Badante (Foto Adobestock)

Si tratta di una decisione difficile da prendere, ma spesso necessaria per aiutare i nostri genitori anziani e non più autosufficienti. Per questo la prima valutazione da fare è se scegliere una formula part-time o una full-time, anche in funzione delle necessità della persona. Per questo ci sono una serie di costi da calcolare oltre il semplice stipendio, come tredicesima, Tfr e ovviamente i contributi Inps obbligatori. C’è poi una variante determinante che è quella della scelta sulla convivenza o meno, perché ovviamente nel primo caso si dovranno calcolare le spese per il vitto e l’alloggio.

Va poi ribadito che è assolutamente sconsigliato evitare accordi in nero, perché possono comportare diversi rischi, non solo di natura fiscale. Innanzitutto servono i documenti di riconoscimento e il permesso di soggiorno in caso di persona straniera. In alternativa va chiesto il nulla osta lavoro se ancora non è disponibile. Inoltre vanno presentati i documenti previdenziali, se la lavoratrice è già iscritta.

Una volta raggiunto un accordo verbale su tutti gli aspetti lavorativi e di retribuzione si passa alla firma del contratto, che è regolato dal CCNL per il lavoro domestico e che prevede un minimo di stipendio in base alle mansioni e all’orario. Una volta firmato questo contratto va comunicato all’Inps 24 ore prima dell’inizio della collaborazione, ma questo passaggio è effettuabile anche online sul portale dell’ente previdenziale.

Badante, tutti i costi previsti dalla legge

Badante (Foto Adobestock)
Badante (Foto Adobestock)

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Per la regolarizzazione del contratto di lavoro di una badante, oltre al pagamento dello stipendio sono previste queste spese aggiuntive: i contributi per la previdenza Inps obbligatoria da versare trimestralmente, poi la tredicesima mensilità, i giorni di ferie, 26 annui, le festività nazionali riconosciute, permessi retribuiti e Tfr.

Accanto a queste spese, che sono fisse, c’è da concordare l’eventuale vitto e alloggio nel caso in cui si raggiunga un accordo per la convivenza a casa, sia part-time che full-time.

Il costo di una badante full-time con vitto e alloggio, quindi convivente, non è indifferente per una famiglia: ciò perché all’importo dello stipendio (che dipende dal livello di inquadramento, dalle mansioni e dall’esperienza) bisogna aggiungere contributi previdenziali, Tfr, tredicesima mensilità e le varie indennità previste dal CCNL per il Lavoro domestico. In particolare, per quanto riguarda il vitto e l’alloggio, l’indennità giornaliera è pari ad almeno 5,61 euro (1,96 euro per pranzo/colazione, 1,96 per la cena e 1,96 per l’alloggio).

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In sintesi, una badante convivente assunta a tempo pieno e con CCNL del Lavoro domestico costa in media 16.300 euro all’anno, comprese le spese per il vitto e l’alloggio (pasti, bollette ed altro).