Pensione a 64 anni: avrete parte dei soldi e dovrete attendere anni per ottenere il resto, dice il Presidente dell’INPS

Sul dopo Quota 100 spunta l’idea dell’Inps: pensione anticipata a 63-64 anni con la quota contributiva, la retributiva resta a 67. Ecco cosa ha detto Tridico. pensione minima rivoluzione

Dunque il presidente dell’Inps rilancia con una propria proposta per il dopo Quota 100 che, come noto, scadrà comunque a fine anno. L’affermazione è stata fatta in Commissione lavoro alla Camera, come una possibile soluzione per poter anticipare la pensione.

Il concetto si basa sulla contribuzione, ovverosia su quanto il lavoratore ha versato durante la sua carriera lavorativa, una sorta di intervento aggiuntivo come Ape sociale. Quindi sarebbe possibile andare in quiescenza a partire dai 63-64 anni ricevendo una cifra legata ai contributi, per poi passare alla fase retributiva dai 67 anni. Questa soluzione è fattibile dal punto di vista finanziario, un carico che non graverebbe sui conti dello stato, posto che si potrebbe accedere con almeno 20 anni di contributi e con una quota di pensione pari a 1,2 volte l’assegno sociale.

Riguardo ai costi, il calcolo fatto parla di 4,33 miliardi per il 2022 e di 9,3 miliardi per il 2030, calcolando la pensione anticipata con 41 anni di versamenti. Questa prestazione potrebbe essere regolabile fino ai 67 anni, quindi consentirebbe di anticipare la pensione di 3-4 anni, ma questo dipenderà dalle decisioni del legislatore. Per rafforzare questo cambio, approfittando della finestra, si potrebbero prevedere meccanismi di staffetta generazionale, anche in relazione a contratti part time. Ovviamente la misura non sarebbe compatibile con altri redditi o indennizzi.

L’Inps propone una soluzione per il dopo Quota 100: in pensione anticipata a 63 anni con la quota contributivacontributi volontari

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Ovviamente l’Inps ha svolto simulazioni, calcolando il numero di accessi a questo formula. Nel primo anno potrebbero essere circa 50mila lavoratori, che diventerebbero 66mila il secondo anno e 87mila il terzo, per un costo pari, rispettivamente, a 453 milioni, 935 milioni e 1,134 miliardi, ma si tratta solo di una anticipazione di cassa dei flussi.

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Il segretario della Cisl Ignazio Ganga non è pienamente soddisfatto di questa proposta, perché dovrebbe essere neutralizzato l’indice negativo di rivalutazione del montante contributivo e deve essere data piena attuazione alla norma del 2015 per escludere svantaggi per i futuri pensionati. Secondo il sindacalista dovrebbero essere rafforzati i poteri di acquisto delle pensioni e dal 2022 applicare la perequazione per scaglioni. Una delle idee emerse è di allargare la quattordicesima anche ai pensionati.