Percepire 75 mila euro di pensione da un morto, perché può succedere

Madre e figlio sono fuggiti a Panama con quasi 75mila euro di pensione del marito morto, senza averne comunicato il decesso all’Inps.

L’incredibile storia è successa ad Ancona e conferma come il sistema che prevede l’obbligo per gli eredi di comunicare il decesso di un pensionato non sia la soluzione ottimale. Non a caso tutto questo terminerà nel 2022. A partire dal prossimo anno l’onere di sapere della morte di una persona che percepisce la pensione sarà proprio a carico degli istituti previdenziali, che dovranno ricevere in automatico la comunicazione dai comuni, a cui invece dovrà arrivare telematicamente il certificato di morte di un medico legale.

Capitano però storie incredibile come questa: una donna di 82 anni è fuggita a Panama, in centro America, insieme al figlio 60 enne e la somma consistente di 75mila euro, frutto di 14 mensilità e mezzo del coniuge, che però è morto 8 anni fa. L’anziana, residente in provincia di Ancona, ha omesso di comunicare all’istituto il decesso del marito ed ora  ha subito la denuncia dell’Inps, tanto che la Procura del capoluogo marchigiano ha aperto un’inchiesta.

Madre e figlio fuggono a Panama con 75mila euro della pensione del marito morto nel 2013

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La somma nasce proprio dalle 14 mensilità a mezzo su cui madre e figlio non avrebbero diritti: per questo rischiano una condanna per truffa ai danni dello stato. Del resto non è la prima volta che accade un fatto del genere: purtroppo è già capitato che i parenti del pensionato scomparso omettessero di comunicare il decesso per continuare a percepire la pensione. In questo caso la vedova, originaria di Morrovalle e residente in Vallesina, potrebbe subire un processo per truffa, se mai tornerà in Italia, insieme al figlio. L’assegno di 5170 euro mensili era evidentemente irrinunciabile dalla coppia, che ha optato per la fuga piuttosto che rinunciarvi e rimborsare il tutto all’istituto previdenziale.

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Secondo quanto emerso, l’anziana moglie avrebbe perso il marito nel giugno del 2013. L’uomo risultava titolare di due pensioni, una lavorativa che garantiva mensilmente oltre 4.700 euro, e l’altra come invalido civile, pari alla somma di 508 euro al mese. Puntualmente i soldi arrivavano sul conto corrente in un ufficio postale di Jesi che marito e moglie avevano in comune. Il Gup ha rinviato la prima udienza al 21 febbraio, così da dare più tempo all’Interpol per ritrovare i due, che potrebbero non essere a conoscenza della pendenza in atto a loro carico.